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Ego Eco, Del Balzo e Sardelli rischiano l’interdizione dai pubblici uffici

Ego Eco, Del Balzo e Sardelli rischiano l’interdizione dai pubblici uffici

Ego Eco, deposito ex Asia

Ego Eco, deposito ex Asia

Cinque anni di reclusione. È la condanna chiesta dal pm Giuseppe Miliano per Romolo Del Balzo durante la requisitoria di questa mattina, presso il Tribunale di Gaeta, nell’ambito del processo Ego Eco. Una condanna che se venisse confermata dal giudice Carla Menichetti avrebbe conseguenze ancor più gravi. Già, perché vorrebbe dire interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ovvero, non più diritto di voto né possibilità di candidatura alle elezioni. Per sempre.

Anche per Pino Sardelli vi sarebbe la medesima sorte, anche se più lieve (lo stesso per tutti gli altri imputati). I tre anni e sei mesi richiesti dal pubblico ministero lo costringerebbero a un’interdizione di soli 5 anni. In ogni caso la “morte politica” di chi è stato sulla scena per oltre venti anni.

Chiaro che siamo nel mondo delle ipotesi, in quanto innanzitutto bisognerà vedere se il giudice Carla Menichetti confermerà le richieste del pm Miliano (sentenza il prossimo 17 luglio). Dopo di che vi sarà la fase dell’appello, che comunque “congela” la sentenza di primo grado. Infine, ci sarebbe sempre la scappatoia della prescrizione. Una soluzione, questa, che sarà di sicuro percorsa da tutti gli undici imputati dell’affaire rifiuti di Minturno.

Sarà comunque interessante sentire le arringhe difensive, previste per il 19 giugno (Sardelli, Papa, Violo e Fini), 24 giugno (Del Balzo e Ruggieri) e 10 luglio (Ciummo Vittorio, Ciummo Augusta e Camerota), durante le quali gli avvocati cercheranno di smontare il castello accusatorio e di chiarire la posizione di ognuno dei propri assistiti.

C’è da dire che nemmeno i minturnesi hanno fatto una bella figura: il pm Miliano ha detto chiaramente questa mattina in aula che “il dato più rilevante è la totale assenza della comunità civile minturnese”. Aggiungendo: “Per quindici anni la gestione del ciclo dei rifiuti è stata disinvolta e critica pur essendo questo un settore nevralgico per la vita comunale e sempre, pur avendo cambiato veste e forma, di fatto ha visto protagonista un solo soggetto”.

Miliano ha, infine, criticato anche la mancata costituzione di parte civile del Comune di Minturno, dovendo quindi procedere in solitaria il processo. E qui le responsabilità sono da addebitare prima all’amministrazione Galasso (da ricordare che all’epoca Del Balzo era presidente del consiglio comunale) poi al commissario prefettizio Vincenzo Greco.

Giuseppe Mallozzi

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