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Processo Ego Eco, Mimma Nuzzo: “Dove sono i cittadini e le istituzioni di Minturno?”

Processo Ego Eco, Mimma Nuzzo: “Dove sono i cittadini e le istituzioni di Minturno?”

Ego Eco, deposito ex Asia

Ego Eco, deposito ex Asia

È iniziata più o meno così la requisitoria del sostituto procuratore, Giuseppe Miliano, a supporto delle pesanti richieste di condanna ai danni dei protagonisti dell’affare Ego Eco, cui viene contestato il reato di frode e truffa a danno del Comune di Minturno per svariati milioni di euro a causa di un costo del servizio lievitato sulla base di fatture gonfiate e ingiustificate.

La questione non è se il magistrato abbia travalicato la sfera del diritto arrivando ad esprimere un giudizio sulla mancata costituzione quale parte civile del Comune, il principale danneggiato, venendo così meno alla tutela degli interessi dei cittadini. La questione è piuttosto, la latitanza della sana e corretta amministrazione e altri interrogativi inquietanti: dov’è la protesta della comunità innanzi a uno scandalo di tale portata? È possibile che la cittadinanza non manifesti indignazione e preferisca continuare a parlare genericamente di una classe politica collusa e corrotta? Accuse magari rivolte da quegli stessi cittadini che al ritorno del Del Balzo, non esitarono a mostrargli solidarietà con uno striscione recante la scritta “Bentornato, Romolo”?

Da garantista convinta, penso che in un paese civile, è proprio in momenti come questi che i cittadini dovrebbero scendere in piazza per protestare e pretendere un corretto utilizzo delle tasse versate all’erario. Lo stesso vale in merito all’inchiesta sull’utilizzo dei fondi destinati ai gruppi politici in consiglio regionale: iI caso Fiorito che, per intenderci, non è solo il caso di Fiorito. Il punto non è “l’ha fatto di più tizio o di meno caio ovvero lo fanno tutti e ha sempre funzionato così”: il punto è che parliamo di una forte ingiustizia sociale e di milioni di euro sottratti alla spesa pubblica che potrebbero andare, per esempio, in favore di politiche sociali e occupazionali maggiormente incisive.

Mimma Nuzzo

Mimma Nuzzo

Quanto all’altra questione: dove sono le istituzioni di Minturno? Com’è possibile che la giunta Galasso non abbia sentito il dovere di costituirsi parte civile in un procedimento che vedeva la municipalità fortemente danneggiata dal punto di vista economico e dell’immagine, visto che Del Balzo ricopriva la carica di Presidente del consiglio comunale (funzione per la quale, tra l’altro, percepiva un’indebita indennità, come acclarato in altro procedimento giudiziario a suo carico) al momento dell’avvio dell’inchiesta?

Una carica che non gli fu revocata nemmeno in via cautelativa ponendo l’amministrazione e molti cittadini in forte imbarazzo, fino addirittura ad isolare chi – all’interno della maggioranza – chiese le dimissioni di Del Balzo, facendo salva la presunzione d’innocenza dell’imputato.

È oramai assodato che Galasso voleva solo continuare a fare il sindaco ad ogni costo, venendo meno agli impegni presi da lui e dalla sua giunta (oggi in parte riproposta nell’attuale giunta Graziano), in particolare su “legalità, condivisione e trasparenza”. Ma furbizia e bugie hanno le gambe corte e così, nel giugno 2011, due giorni dopo la scadenza dei termini per la costituzione del Comune come parte lesa nel processo Ego Eco, Del Balzo presentò il ben servito a Galasso, ricompattandosi per un attimo con Sardelli (co-protagonista dell’inchiesta) e il suo gruppo per firmare le dimissioni e mandare a casa Galasso!

Ritengo che una classe politica responsabile debba sollevare, al momento dovuto, le coscienze dei cittadini e spingere ai dovuti adempimenti le istituzioni pubbliche che essi stessi rappresentano innanzi ad abusi di potere, turbative di appalti di varia natura e indebiti arricchimenti a danno dei contribuenti e della collettività. Ma anche i cittadini devono vigilare, pretendere rispetto per i propri diritti, rompere la spirale dell’omertà fino ad emanciparsi nel ruolo di tutori propositivi della propria città.

Mimma Nuzzo

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