Con la cultura si mangia: giusto per cominciare

Con la cultura si mangia: giusto per cominciare

BanksyNel dibattito nazionale, mentre si parla di possibile/obbligatorio aumento dell’IVA per far cassa e far finta di racimolare spiccioli con le multe, i rincari, ecc., qualcuno di tanto in tanto tira fuori la vecchia tiritera secondo la quale “la cultura non si mangia”, che vorrebbe più o meno dire che la cultura non giova alle finanze. Da più parti, da molto, si insiste (caparbi!) che invece è vero proprio il contrario e siccome io sono caparbia, insisto.

Per aiutarmi nel ragionamento pongo poche domandine facili facili:

1) è il turismo una possibile fonte di guadagni (per i singoli e per la comunità)?

2) è più bello fare del turismo in luoghi belli, puliti, curati che in luoghi brutti, sporchi e dove l’incuria regna?

3) è l’arte un valore aggiunto per un luogo che ambisca ad essere meta turistica?

4) è più bello un muro ben tenuto e semmai decorato, di un muro scrostato e in stato d’abbandono?

La smetto qui, ma mi avete capito, la serie di domande potrebbe andare avanti. Immagino vi siate dati delle risposte, magari incalzati dalle affermazioni implicite contenute nelle domande stesse. Ebbene, di quanti muri in stato d’abbandono dispone il nostro comune?

Ecco, vi vedo cercare mentalmente di contare e so che non ce la potete fare, perché sono davvero molti i muri a cui  state pensando. E allora adesso guardate questo link  e scoprirete tra le opere di Bansky quella che è stata da poco staccata dal muro dove l’autore l’aveva posta e battuto all’asta da Sotheby per tanti, tantissimi soldi.  Secondo me quella splendida opera ha perso valore nell’attimo stesso in cui è stata staccata dal muro, poiché aveva senso in quanto regalata alla comunità di quella città, era stata concepita in un tutt’uno con quel quartiere, ma il punto è: e se anche a Minturno avessimo dei bei murales? Magari non ci verrebbe Bansky (non si può mai sapere), ma gli artisti che fanno la così detta”street art” (arte di strada) sono sempre alla ricerca di muri dove per disegnarci su non debbano guardarsi dalla polizia. Si potrebbe qui aprire un discorso su “quanto di protesta può essere un murales se viene autorizzato?”, ma lo potremo sempre fare, più in là. Il punto adesso è: vogliamo pensare ad un festival del murales? Vogliamo indirlo un concorso? Pensate ai vantaggi:

– in primo luogo verrebbero un bel po’ di persone per farli, i murales (nuove persone=nuove energie)

– i muri dimenticati ritornerebbero in vita e ci ricorderebbero ogni giorno della nostra caparbia voglia di bellezza

– pubblicizzando a dovere l’evento  (dài, nessuno pensi ai costi, lo sappiamo far funzionare bene, quando vogliamo, il socialnetworking, che è gratìss) creeremmo un motivo in più per venire a Minturno (intendo tutto il comune) e da qui in poi dovremmo solo continuare a crederci. Le persone, quando si muovono, muovono l’economia e non ve lo devo spiegare io.

Butto questo sasso nello staggno e lo scrivo con due g perché scriverlo con due gn non mi riesce eppure è così che lo penso questo nostro comune: uno stagno così stagnante che per nominarlo ci vorrebbero due gn!

Si accettano commenti, anche via mail a polenterrona@gmail.com

Vi aspetto

Monica Penitenti

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