Fermo pesca 2013, le proposte dell’Associazione Pescatori del Golfo

Fermo pesca 2013, le proposte dell’Associazione Pescatori del Golfo

Pesca

Pesca

Presidiare il mercato con pesce Made in Italy e differenziare il periodo di fermo biologico nelle varie zone, sono punti fondamentali che purtroppo non vengono mai stati completamente rispettati. Il fermo pesca spesso ignora le fasi riproduttive, per cui si rischia di tornare in mare quando alcune specie sono in piena evoluzione.

Il fermo dovrebbe rappresentare uno strumento idoneo ad impedire il declino di un settore che negli ultimi 25 anni ha visto le importazioni di prodotti ittici stranieri aumentare in maniera esponenziale (dal 23 al 72%). Non è fermando la pesca che si tutela la risorsa, ma bisognerebbe centrare l’attività avendo nel contempo rispetto delle forme ittiche giovanili nelle aree di nursery.

Non possiamo continuare a pensare ad un fermo unico per 800/1000 km di costa. Temperature, migrazioni, passaggi di specie protette, tante le condizioni che fanno del fermo pesca uno strumento importante per l’economia delle risorse ittiche.
Tutti, anche le Nazioni extra UE, dovrebbero rispettare questi criteri, e invece ci ritroviamo pesche sperimentali, e Paesi che continuano a predare il mare, proprio come se le risorse fossero inesauribili.

Molte organizzazioni combattono la pesca illegale e abusiva in Italia. Allo stesso modo dovrebbero impegnarsi contro quelle Nazioni che sono irrispettose del mare, e che in maniera del tutto illegale esportano specie protette e/o in via di estinzione.
Gaeta è un Compartimento Marittimo importante, tanto da avere un passato ittico riconosciuto in tutto il mondo. Essa unisce l’Area Marina Protetta di Ventotene, l’isola di Ponza, il Parco della Riviera di Ulisse, l’Arcipelago delle Isole Ponziane, fino a Latina (Foce Verde).

Si deve quindi ripartire da una politica seria e concordata alla base, con periodi di fermo più ampi, rassicurazioni sulla cassa integrazione in deroga, integrazioni dei pescatori nella gestione turistica delle aree parco, valorizzazione del pesca-turismo e dell’itti-turismo, misure speciali per evitare lo spopolamento delle isole minori come Ponza e Ventotene, promozione delle specie commerciali bistrattate, pubblicazione dei bandi FEP Fendo Europeo per la Pesca, nei periodi in cui i pescatori possono accedervi, convenzioni e cooperative di garanzia per la tutela degli investimenti dei pescatori.

Il peschereccio è più di una “casa” per il pescatore, e quando il mestiere viene tramandato di generazione in generazione, diventa parte integrante dell’anima e del cuore di quella Famiglia. Troppo spesso la “pesca” parla politichese, e così ci si ritrova a dover rispettare norme suggerite da qualche burocrate che non ha mai vissuto la vita di bordo, e che non conosce le realtà e le specificità delle diverse aree del Nostro mare.

Non è forse il caso di cambiare musica e finirla di dare sempre le responsabilità ai pescatori? Qualcuno avrà pure rilasciato autorizzazioni, licenze sperimentali, potenza motori… e per cosa? Per poi ritirarle perché ci si è accorti che “qualcuno” aveva sbagliato i conti?

Associazione Pescatori del Golfo
Il Presidente Antonio Fantasia
Coordinamento Erminio Di Nora

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni Minturnet con una DONAZIONE --> CLICCA QUI!



Segui Minturnet su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato


Iscriviti alla Newsletter gratuita. Clicca qui!

Usa Facebook per lasciare un commento a questo articolo

Share