Processo Ego Eco, le difese: “Mancano artifizi e raggiri”

Processo Ego Eco, le difese: “Mancano artifizi e raggiri”

Il Tribunale di Gaeta

Il Tribunale di Gaeta

Pochi concetti, ma ripetuti e sminuzzati fin nei minimi dettagli. Le difese di Anacleto Fini e di Carmine Violo hanno puntato tutto sulla contestazione della partecipazione dei loro assistiti ai fatti contestati dalla procura.

Nella ricostruzione dei fatti dell’avvocato Giambattista Coviello del foro di Velletri, la posizione dell’ingegner Fini risulterebbe anomala, come se fosse stato “tirato in mezzo ad una retata” e gli si fosse voluto dare un ruolo. Fini arrivò al comune di Minturno nel maggio 2008, dove diventa dirigente di molti servizi, ognuno dotato di un proprio funzionario. Per la difesa, dunque, sarebbe illogico atteribuirgli l’ipotesi di frode contrattuale sulla base di un contratto stipulato nel 1998. Quel contratto arrivò poi a scadenza nel 2005 quando venne indetta la nuova gara. Ma il nuovo contratto entrò in vigore solo nel 2009, a causa di una serie di contestazioni, poi risolte dal giudice amministrativo. Nel frattempo si continuò in regime di proroga. I compensi erano diventati a quel punto maggiorati, secondo l’accusa dai nuovi affidamenti. Secondo la difesa invece i compensi non erano parametrati e dunque corrisposti (per il periodo tra il 2005 ed il 2009) in base al primo contratto ma “sul consenso attuale”.

Poi l’attacco diretto al pm Giuseppe Miliano. Il magistrato non avrebbe chiarito l’aspetto “concorsuale”, dunque toccherà al magistrato giudicante. La colpa di fini dunque? quella di non essersi opposto a delle delibere di giunta, non annullando in autotutela i pagamenti. Condotta che configurerebbe tuttalpiù l’abuso di ufficio ma non la truffa.

A Carmine Violo, prima dirigente e poi funzionario di settore, la procura contesta essenzialmente i pagamenti di 176.861 euro e 162.123 euro, effettuati dal comune di minturno rispettivamente nel 2007 e nel 2008. Per la pubblica accusa quelle somme deriverebbero dal pagamento di affidamenti aggiuntivi, come si evincerebbe da una serie di delibere per gli anni precedenti. Ma in realtà gli atti del 2007 e del 2008 non furono mai trovati. Ragion per cui la difesa di Violo interpreta la corresponsione di quelle somme legandola ai servizi aggiuntivi che venivano erogati durante il periodo estivo (con corrispondente assunzione tra le 10 e le 20 unità lavorative stagionali). In questo senso, entrando in carica, Violo avrebbe ereditato un affidamento già avvenuto nel 2003 e nel 2004. Nel 2008 violo passa da “apicale” a funzionario. In questa veste, con l’inchiesta già in corso, trattenne 50mila euro alla Ego Eco richiedendo anche una fideiussione. Quella somma fu poi in parte trasformata in sanzione (16mila euro), in parte venne restituita (24mila euro), mentre furono trattenuti 10mila euro.

Entrambi gli avvocati hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistiti con formula piena, invocando l’inesistenza degli “artifizi e raggiri” previsti dall’ipotesi dall’ipotesi della truffa.

L’udienza ha subito una prima sospensione intorno alle 10 e 40, a causa della mancata presenza degli avvocati difensori dell’ex sindaco Sardelli. Nel prosieguo quest’ultimo ha poi scelto di revocare la nomina degli avvocati Perrino e Fasolino e di sostituirli con l’avvocato Coviello, a cui, dopo una breve discussione, il giudice Menichetti ha consentito di produrre una memoria nei prossimi giorni. Rimandata alla prossima udienza anche la discussione della posizione di Papa, difeso dall’avvocato Irace, assente per legittimo impedimento.
Antonello Fronzuto

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