Teatro Romano di Minturnae, il coraggio di una scelta

Teatro Romano di Minturnae, il coraggio di una scelta

Teatro Romano di Minturnae

Teatro Romano di Minturnae

Dopo la notizia, da parte dell’Assessore all’Ambiente Roberto Lepone, che quest’anno non ci sarà, per il secondo anno di seguito, l’antica stagione Teatrale presso il nostro Comprensorio Archeologico di Minturnae, per le difficoltà di reperire 4.000/5.000 euro per riparare i danni subiti al palco delle rappresentazioni e altri danni, fino a raggiungere l’iperbolica somma di 15.000 euro somma che, visto i tempi, non è facile recuperare, alcune considerazioni vengono spontanee.

A parte che riparare oggi i danni di tanti anni di spettacoli teatrali, sarebbe stato un investimento, giacché oggi spendi 5.000 euro e ti dura altri vent’anni, come quello vecchio e non ci pensi più per altri vent’anni ma, a questo aggiungete che per aiutare il Comune, i custodi avevano sottoscritto un’ipotesi di lavoro per effettuare i servizi gratuitamente, durante le rappresentazioni, per non gravare su i costi rimborsati dal Comune.

Vedi anche quest’anno si era parlato del Centenario di Verdi e del balletto di Mosca così a casaccio e senza una programmazione omogenea.

Queste sono scelte e ognuno fa quello che ritiene più opportuno, anche se giacché sei un rappresentante pubblico, dovresti dare conto delle tue scelte ai tuoi concittadini, ma questo non succede mai.

Poi, appena ti rassegni a un altro anno di anonimato, ti giunge la notizia che l’Amministrazione Comunale sta allestendo, nell’area delle Sieci un’altra area, comprensiva di palco, luci e spettacoli, per sollazzare il colto e attento turista che affolla il nostro territorio, durante la breve stagione estiva.

Come, mi domando, non si trovano 5.000 euro per il palco dell’Area Archeologica e ne spendi molti e molti di più, per allestire una berlusconiana festa, piena di chissà che cosa.

Pietro De Siena – UDC

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