I conti oscuri dell’Apt di Latina

I conti oscuri dell’Apt di Latina

Paolo Graziano

Paolo Graziano

Che le aziende di promozione turistica fossero inattive e prive di qualunque reale efficacia ormai da anni lo si sapeva già. Ciò che si sa, invece, da qualche giorno è che hanno combinato un pasticcio finanziario con i bilanci a partire dal 2010. Un disordine tale da meritare i rilievi della Corte dei Conti nell’ambito della relazione che ha riguardato il bilancio della Regione Lazio per il 2011 nel quale sono inseriti anche i rendiconti delle Apt che sono di diretta derivazione della Pisana.

E’ tra queste l’Azienda di promozione turistica della provincia di Latina, diretta fino a tutto il 2011 da Paolo Graziano (attuale sindaco di Minturno e già dipendente della Regione, Settore Agricoltura) e in liquidazione da novembre del 2012 per decisione del commissario liquidatore che sostituisce quello precedente, Armando Cusani, cui questo ruolo spettava di diritto in quanto presidente della Provincia.

Dunque l’Apt messa in queste condizioni e con circa 50 dipendenti (ma il numero esatto non è noto neppure ai magistrati contabili) risulta inadempiente nell’invio dei rendiconti 2011 e, in specie, al rendiconto regionale 2011 è stato allegato il rendiconto 2010. A proposito di questa storia la Corte dei Conti scrive: «Sul punto è appena il caso di rilevare che alcuna significatività contabile ha tale allegazione, stante il disallineamento diacronico dei dati finanziari, sui quali comunque il Co.Re.Co.Co. non ha espresso alcuna valutazione». C’è dell’altro: l’Apt (e anche in altri enti di derivazione regionale similari) risulta priva della figura del Collegio dei revisori, mai nominati dalla Regione.

Il quadro «è aggravato dalla mancanza dei dati attendibili riguardanti le spese del personale… La stessa opacità si riflette sul sito istituzionale della Regione, nel quale non vi è chiarezza sulla casistica in argomento. Ad esempio nel 2010 sono stati allegati i rendiconti delle Aziende di promozione turistica di Roma, Latina e Viterbo, nel 2011 tale allegazione risulta assente, senza che sia stata addotta alcuna motivazione), in violazione del principio di trasparenza dell’agire amministrativo».

La questione del costo del personale e del suo numero esatto non è di poco conto perché risulta in atti della stessa Apt di Latina che, fino a dicembre 2011, le figure disponibili erano quasi 50; da novembre 2012, data in cui è cominciata la liquidazione, i dipendenti della sede di via Duca del Mare (il cui affitto viene pagato dalla Regione ad un privato) sono dislocati gli stessi dipendenti che, però, non hanno più alcuna funzione effettiva nell’ambito della programmazione turistica e non hanno avuto (fino a 2 settimane fa) neppure il collegamento alla rete internet!

Sono stati pagati per fare nulla per la provincia (turistica) di Latina. Una sorta di diaspora ha portato parte del personale direttamente in Regione e nelle sedi degli Uffici territoriali per il turismo o addirittura nelle Pro Loco.

Fonte: Latina Oggi

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