Il bello di rimanere bambini

Il bello di rimanere bambini

Spiaggia di Scauri

Spiaggia di Scauri

Pubblichiamo la lettera di un nostro lettore, Giulio D’Antuono, pervenuta in redazione, molto sentita, e la risposta del direttore Giuseppe Mallozzi.

Oggetto: Considerazioni scontate o già sentite
Salve, sono Giulio D’Antuono, 33 anni passati, e ora mi sto accorgendo di quanto è bello rimanere bambino, ingenuo e infantile come giusto che sia. Sono titolare di un parco giochi, sul lungomare di Scauri, nei pressi del Parco Recillo, assiduo lettore del blog. Trovo riscontro nei pensieri espressi dal direttore Giuseppe Mallozzi: questo paese sta andando nel baratro, per tanti e ovvi motivi, ma perlopiù perché in questo anno passato dalle ultime elezioni comunali sembra, per il mio lavoro e per le critiche continue dei miei clienti concittadini e non, che la situazione sia molto peggiorata. Sarei rimasto bambino per tanti motivi, per non capire la politica, per non capire la lontananza nei problemi di chi dovrebbe risolverli invece che crearli, per non capire come si fa ad essere eletto e cambiare, come se dopo eletto la stessa persona venisse da Marte, un supereroe, così mi è sembrato un consigliere qualche giorno fa parlandogli, ma un anno fa se non sbaglio faceva quello che fa ora: oziare nei bar. Ultimamente, per ogni tipo di attività bisogna partecipare a qualche bando, anche per vendere le granite, non l’hanno capito che già così facciamo una guerra tra morti di fame. Da scrivere ne avrei di cose, successe a me personalmente, problemi legati alla mia attività e causati dall’illuminata amministrazione attuale, o parlare del degrado in cui versa il mio paese ormai allo sbando. Beh, bisogna decidere se continuare a vivere nell’indifferenza e sopportare questa situazione o farsi coraggio ed affrontare questo insopportabile andare avanti ogni giorno. Purtroppo non si può tornare bambini, però se ci penso bene qualcuno me l’aveva promesso alle ultime elezioni…
Buon lavoro a tutti voi del blog.
Giulio

 

Caro Giulio, le tue considerazioni non sono affatto scontate o già sentite, tutt’altro. Dalle tue parole sento la sofferenza di chi ogni giorno fa i conti con il proprio portafoglio, di chi vede la propria città morire lentamente senza che vi sia quel colpo di reni per tornare ad essere la stupenda località turistica come negli anni passati. E proprio quel passato sembra essere molto lontano ormai. Come l’essere bambini. Quando si è piccoli i problemi non esistono, o meglio il problema più grande è se i tuoi genitori ti compreranno il gelato. Eppure bisognerebbe riscoprire il cuore dei più piccini, un po’ come faceva Pascoli, per inventarsi qualcosa di nuovo, cercare di superare le avversità con il sorriso e non con le lacrime. E’ un brutto periodo a livello economico e l’amministrazione comunale ha le sue difficoltà a gestire una situazione ormai incancrenita. Recriminare ciò che si è fatto in passato, però, non serve a nulla ma nemmeno si può dimenticare. Il ricordo di ciò che è successo nel nostro Comune in questi ultimi anni serve per cercare di superarlo e soprattutto per non commettere gli stessi errori. Credo che ognuno debba fare la sua parte: sindaco, assessori, consiglieri e anche i cittadini. Per esempio, la raccolta differenziata funziona non solo se la ditta è in grado di gestire il servizio ma anche se i cittadini conferiscono in maniera corretta i rifiuti.

Ti ringrazio per avermi scritto e per essere fedele lettore di questo blog, che sottolineo è vostro, di voi che lo leggete e fatto anche da voi che scrivete.

Cordiali saluti,
Giuseppe Mallozzi

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