In ricordo di Antonio Ponticiello

In ricordo di Antonio Ponticiello

Antonio Ponticiello

Antonio Ponticiello

Finalmente è giunta l’estate. Certamente chi abita o ha abitato per tanti anni nella zona marittima di Marina di Minturno spera in un anno migliore rispetto a quello trascorso. Chiunque ami quella fetta di spiaggia che va dal Garigliano al Monte d’Argento spera in un anno pieno di turisti, pieno di bambini per strada che giocano e che con il loro entusiasmo rallegrano l’aria che si respira. Queste sono cose che ormai ricordano solo quelli che come me sono in quella zona dal 1982 ed hanno vissuto davvero il boom della zona assistendo anche alla sua decaduta con tantissimo dolore.

Quest’anno sarà ancora più triste perché è venuto a mancare colui che ha creduto vivamente in quella zona e che ha lottato affinché non diventasse una zona degradata e senza vita come tanti litorali del Casertano. Quella persona, Antonio Ponticiello, è il proprietario (ormai meglio dire l’ex proprietario) del “famoso” bar Far West che quest’inverno ci ha lasciati portandosi via una parte di Marina di Minturno, è andato via l’ultima persona attaccata al mare come nessun’altro.

Lui aveva iniziato con una piccola “baracca” dove vendeva solo bibite e gelati, poi man mano è diventato il punto di riferimento di tantissimi e si è ingrandito diventando quello che in tutta Marina di Minturno era non il proprietario di un semplice bar dove andare a comprare una bibita fresca bensì un amico con il quale confidarsi, discutere e imparare tantissimo grazie alla sua esperienza in mare e non solo.

Quest’anno Antonio non c’è più e con lui è morta la storia di Marina di Minturno. Il Far West forse nemmeno aprirà i battenti e li intorno vi è una desolazione allucinante, sembra di stare veramente nel far west dove a transitare per strada sono solo le “Tumble Weeds”. La spiaggia per Antonio era come casa sua, la puliva palmo per palmo con moltissima cura e rispettava il mare che durante l’inverno gliela distruggeva riempiendogliela di rami che lui puntualmente raccoglieva e ne faceva qualche cosa di buono per la gente che andava li a mare.

Adesso passare di lì è una grande desolazione il mare che continua ad essere agitato sembra quasi che senta la mancanza di quell’omone che solo quando guardando il “suo mare”era completamente sereno. Antonio e il “suo mare”  sono stati annientati anche dalla troppa burocrazia e dal menefreghismo di tanti, erano anni che lottava per poter far diventare quella zona di nuovo, com’era negli anni ’90, la punta di diamante del litorale pontino.

Sono stati troppi a mettergli i bastoni tra le ruote, ma lui continuava ad esistere fino a questo maledetto inverno quando il Signore ha deciso che doveva salire in cielo a curare le spiagge del paradiso. Con lui è andato via un pezzo di Marina di Minturno e chiunque l’ha conosciuto, come me, oggi fa fatica a tornare in quel posto. Ma come si suol dire “Nessuno muore veramente fino a quando resta vivo nella memoria di chi resta” e lui resterà per sempre vivo.
Maurizio Oropallo

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni Minturnet con una DONAZIONE --> CLICCA QUI!



Segui Minturnet su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato


Iscriviti alla Newsletter gratuita. Clicca qui!

Usa Facebook per lasciare un commento a questo articolo

Share