Il lato oscuro della crisi economica

Il lato oscuro della crisi economica

Time - MoneyChissà, sarà forse perché sono migliaia le attività che chiudono a causa della persistente crisi economico-finanziaria, che immagino che oggi è presente una criminalità “riorganizzata”, al passo con i tempi. Difficile chiedere il pizzo a quanti arrancano per arrivare a fine mese, e a coloro che di fronte a tale richiesta, non esiterebbero ad abbassare le serrande.

Bisogna guardare avanti, oltre lo steccato, e immaginare misure innovative per rilanciare il commercio, il piccolo artigianato, la piccola industria, valorizzando le produzioni tipiche, e aggregando le realtà similari sotto un unico vessillo, quello della Legalità e del Lavoro. Ci siamo frazionati a tal punto, che le “faide” si consumano anche per il semplice costo di un ombrellone, o per un posto barca. E così forse la criminalità si è riorganizzata ritornando al passato, privilegiando il traffico di sostanze stupefacenti, entrando nelle imprese agricole in difficoltà, rilevando aziende in crisi, realizzando gestioni ombra attraverso amministratori che indossano maschere di cera per nascondere se stessi, ma soprattutto per mettere al riparo il loro datore di lavoro.

Troppo spesso le volture passano inosservate, o meglio, vengono vistate con indifferenza da persone che non hanno alcun desiderio di contrastare i poteri forti della criminalità, o peggio, di incrinare il rapporto che unisce la collusione e la corruzione dei colletti bianchi con coloro che vivono sfruttando l’intera comunità.

Un momento difficile per gran parte della popolazione, un periodo importante per monitorare gli investimenti che avvengono sul territorio. Per realizzare tutto ciò, è fondamentale l’unione tra le genti, tra perfetti sconosciuti che si alleano per rendere migliore il futuro dei loro figli, delle nuove generazioni.

Che siano imprese edili, di assistenza ai disabili, o associazioni, “loro” cercano di occupare le mille posizioni utili per presidiare l’area di appartenenza, e tenere tutto sotto stretto controllo.

Snellire le pratiche dei giovani che intendono investire nel loro paese, favorendoli con l’accesso al credito attraverso una cooperativa di garanzia, nella quale il Comune di riferimento possa detenere una percentuale importante del capitale con la quale garantire i suoi giovani concittadini.

Non è con l’assistenzialismo che si favorisce la crescita, ma con una politica di investimenti e una programmazione negoziata che sappia recepire le istanze della comunità e trasformarle in progetti, soprattutto sviluppando e valorizzando le ricchezze presenti sul territorio.
Erminio Di Nora

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