Acqua bene comune? Solo sulla carta, a Minturno nemmeno su quella

Acqua bene comune? Solo sulla carta, a Minturno nemmeno su quella

Bandiere di Sel

Bandiere di Sel

Il 25 giugno 2013 l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas ha pubblicato un provvedimento in materia di mercato idrico, “un atto che contrasta palesemente con gli esiti del referendum abrogativo e le pronunce di Corte Costituzionale e Consiglio di Stato in materia di remunerazione del capitale”.

A dirlo sono i deputati di Sinistra Ecologia e Libertà: Gennaro Migliore, Ileana Piazzoni, Nazzareno Pilozzi e Filiberto Zaratti. “Il referendum infatti aveva sancito, proseguono i parlamentari di SEL, l’abrogazione della norma che permetteva di gravare la bolletta dell’acqua di un sovrapprezzo a titolo di profitto per l’investimento realizzato. “Il provvedimento dell’Autorità riduce sensibilmente le somme che dovranno essere restituite agli italiani, poiché consente alle imprese che gestiscono il servizio di trattenere le somme versate per oneri finanziari, fiscali e di altra natura che nulla hanno a che fare con la remunerazione del capitale”.

“Considerare gli oneri finanziari, fiscali e gli accantonamenti per la svalutazione crediti – concludono i parlamentari di SEL – come voci da detrarre alla somma percepita a titolo di remunerazione del capitale da parte dei soggetti gestori appare una forzatura non suffragata da alcuna previsione normativa né regolamentare. Tutto questo si traduce in un danno economico a carico dei cittadini: abbiamo quindi chiesto al ministro dello Sviluppo Economico, mediante una interrogazione, se ritiene che, ad oggi, gli esiti referendari del 2011 siano stati pienamente attuati e che cosa intende fare in merito”.

In ambito comunale ci preme segnalare che la proposta di delibera sull’acqua bene comune, così come formulata dal forum pontino dei diritti e dei beni comuni, inoltrata al Sindaco Paolo Graziano nel dicembre scorso dal Comitato Acqua Pubblica Minturno e da SEL Minturno, giace ancora inascoltata sulla scrivania del primo cittadino. Nonostante diversi solleciti infatti, Paolo Graziano, che in passato come anche recentemente ha sempre approvato senza discutere gli aumenti alle tariffe voluti da Acqualatina, trascorsi 7 mesi non ha ancora preso in considerazione l’idea di discuterla in Consiglio Comunale.

Il fatto ci sembra grave perché anch’esso in antitesi con i diritti dei cittadini minturnesi a veder riconosciuto presso il proprio Comune, come gia’ accaduto in altre città della provincia pontina, il principio inalienabile dell’acqua come bene comune non assoggettabile a logiche di mercato, sancito dalle vittorie referendarie del giugno 2011.

Circolo SEL “Antonio Gramsci” di Minturno

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