Chiesa senza vocazione, chiude definitivamente il convento di San Francesco

Chiesa senza vocazione, chiude definitivamente il convento di San Francesco

Convento San Francesco

Convento San Francesco

Mattinata movimentata ieri nella chiesa di San Francesco di Minturno, dove un nutrito gruppo di fedeli ha protestato civilmente e chiesto delucidazioni al responsabile provinciale dei frati in occasione della Sagra delle Regne, la festa del grano che si svolge ogni seconda domenica di luglio. La mobilitazione è nata per la chiusura definitiva del convento e il successivo trasferimento dei tre frati che attualmente vivono nello storico convento, che dopo centinaia di anni, chiuderà i battenti.

L’incontro tra fedeli e padre provinciale è avvenuto ieri al termine della tradizionale funzione religiosa che si svolge nel corso della Sagra e alla quale hanno partecipato il sindaco Graziano, il consigliere Mimma Nuzzo ed altre autorità militari e civili. Per l’occasione è giunto da Napoli il responsabile provinciale padre Agostino Esposito, al quale i fedeli hanno chiesto chiarimenti, dopo l’annuncio che dal primo settembre i tre frati che vivono a Minturno saranno trasferiti verso altri conventi.

Il massimo responsabile dell’ordine ha spiegato che la mancanza di vocazioni e una riorganizzazione interna, hanno portato il capitolo dei frati a decidere per la chiusura di Minturno.

«E’ già accaduto -ha detto padre Agostino-in altri centri, ma questo non significa che non saremo presenti. Da altri centri verrà un frate che celebrerà le celebrazioni eucaristiche e quindi la chiesa di San Francesco sarà aperta».

Il padre provinciale è stato tempestato di domande da parte di fedeli che non si vogliono rassegnare a perdere una presenza che dura da centinaia di anni. Gli animi si sono surriscaldati, ma tutto si è svolto con estrema compostezza. Il sindaco di Minturno, Paolo Graziano, si è poi incontrato col responsabile provinciale dei frati, per valutare il futuro di un convento che potrebbe essere riconvertito e tornare ad essere ricco di presenze di studenti e giovani, come accadeva tanti anni fa, quando ospitava anche i gruppi folk.

«La mobilitazione dei fedeli – ha detto il primo cittadino- ha confermato come il popolo sia legato ai francescani. Cercheremo in ogni modo di recuperare il convento, nei modi opportuni, perché è un patrimonio della città».

Ora quattro parrocchie rimarranno senza parroci, in quanto i frati si occupavano di Tremensuoli, Tufo, Pulcherini e Santa Maria Infante, dove dovranno essere nominati altri parroci. I fedeli poi hanno lasciato la chiesa, non senza ribadire che non si rassegneranno, tanto che hanno già avviato la raccolta di firme per inviare una petizione al Papa. Un estremo tentativo per evitare che Minturno perda un pezzo della propria storia.

Fonte: Latina Oggi

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