Protesta degli ex LSU davanti alla Prefettura di Latina

Protesta degli ex LSU davanti alla Prefettura di Latina

protesta-lsuHanno incontrato il Prefetto di Latina, Antonio D’Acunto, gli ex Lsu dei Comuni di Bassiano, Maenza, Minturno, Norma, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Roccamassima, Roccasecca dei Volschi, Sezze, Sonnino e santi Cosma e Damiano, che questa mattina hanno tenuto un sit-in nel piazzale antistante il palazzo della Prefettura. Una manifestazione dovuta al rischio concreto di restare senza lavoro, tra l’altro in uno dei periodi peggiori a causa della crisi economica che stiamo vivendo, in quanto i Comuni non possono più anticipare gli stipendi. Una vicenda che nasce nel 2011 quando i Comuni vennero spinti alla stabilizzazione, con la promessa che, dalla Regione Lazio, sarebbero arrivati i fondi per gli stipendi. Nei mesi scorsi, la Pisana ha invece stabilito di non dover più pagare e tutto il peso economico è ricaduto sui singoli enti locali. La Regione è in attesa di un chiarimento della Corte dei Conti sul corretto uso dei fondi destinati agli emolumenti degli ex lavoratori socialmente utili. Per quanto riguarda Minturno, il Comune in questi due anni ha già anticipato la somma di 950mila euro.

Questa mattina, dunque, i lavoratori, insieme alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, hanno protestato davanti al palazzo della Prefettura, riuscendo a strappare un incontro con il dottor D’Acunto, che si è mostrato subito sensibile alle istanze dei manifestanti. Il Prefetto ha promesso di avere quanto prima un incontro con il presidente Nicola Zingaretti al fine di giungere a un qualche accordo. Gli ex Lsu provenienti dalla provincia di Latina erano accompagnati tutti da sindaci o amministratori. Dispiace dover rimarcare che soltanto i lavoratori del Comune di Minturno non sono stati affiancati da alcuna rappresentanza politica.

Il messaggio delle sigle sindacali alla Regione Lazio è chiaro: “Dopo averli utilizzati e definiti per circa venti lunghi anni ‘Lavoratori Socialmente Utili’ ma privi di ogni diritto (senza ferie – malattia né contributi), la Regione Lazio, con una laconica lettera, chiede agli Enti utilizzatori lumi burocratici sulla modalità di assunzione. Serve ricordare che i contratti di lavoro sono stati stipulati sulla base di protocolli d’intesa proposti e sottoscritti dalla stessa Regione Lazio con gli Enti locali utilizzatori; gli Enti utilizzatori, certi dei fondi F.S.E. hanno anticipato le risorse economiche garantendo loro il salario. A oggi gli Enti utilizzatori, non ricevendo i trasferimenti economici promessi dalla Regione Lazio, rischiano il dissesto economico e non saranno più in grado di garantire i servizi sin qui resi alla cittadinanza. Questo lavoratori non sono lavorano a costo zero – in effetti non vengono pagati da mesi – ma continuamente vengono catapultati in condizioni di assurda instabilità nonostante i contratti di lavoro sottoscritti. Il continuo protrarsi di questa situazione di incertezza non è più tollerabile, né per i lavoratori né per le loro famiglie”.

La lotta continua e già per mercoledì mattina si prepara una nuova manifestazione davanti alla Pisana che raccoglierà tutti gli ex Lsu della Regione Lazio, mentre a Minturno è stato convocato un consiglio comunale urgente per lunedì 22 luglio.
Giuseppe Mallozzi

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