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Processo Ego Eco, le reazioni dell’opposizione alle condanne. Silenzio dalla maggioranza

Processo Ego Eco, le reazioni dell’opposizione alle condanne. Silenzio dalla maggioranza

sentenza-egoecoNon si sono fatte attendere le reazioni da parte della politica locale in merito alla pesante sentenza del processo Ego Eco. Dall’opposizione consiliare il capogruppo di Minturno Cambia, Gerardo Stefanelli, dichiara: “Le sentenze non si commentano, i condannati hanno altri due gradi di giudizio per far valere, eventualmente, le loro ragioni. Una cosa è certa: chi vive a Minturno ha sotto gli occhi il risultato di 20 anni di scempio ambientale del territorio. Non è un caso che Minturno sia uno degli ultimi Comuni della provincia di Latina in materia di raccolta dei rifiuti e temo, vista l’approssimazione con cui l’amministrazione ha affrontato il problema, che un’inversione di tendenza sia ancora lontana”. Duro l’intervento di Mimma Nuzzo, capogruppo del PD: “C’è una grossa responsabilità politica e morale di queste persone. Anche l’allora sindaco Aristide Galasso ha delle grosse responsabilità in quanto come Comune doveva costituirsi parte civile nel procedimento, come ho chiesto a più riprese ma non sono mai stata ascoltata. Si tratta di un danno per i cittadini di Minturno. Abbiamo pagato e ancora oggi paghiamo per un servizio di raccolta dei rifiuti che non funziona. In questi giorni ho denunciato i continui disservizi, le discariche a cielo. E’ una classe dirigente che ha fallito, che ha mandato allo sbando un intero paese. E chi governa attualmente sono gli stessi di allora. Ho chiesto le dimissioni di Del Balzo e sono stata messa da parte, ma quella era la concreta possibilità di cambiare il corso politico di Minturno, così purtroppo non è stato. I cittadini continuano a pensare alla politica come uno scambio di favori e quindi non c’è rinnovamento. I nostri amministratori si girano dall’altra parte sui problemi, vedi la salute del mare, Acqualatina, il decoro urbano, il turismo. C’è una disattenzione alla spesa pubblica che fa inorridire, nonostante le direttive del Governo. Intanto, il paese retrocede, il degrado è sempre più evidente. Sono molto amareggiata per quanto vive il paese e sono mortificata come cittadina”. Cauto invece il commento di Giuseppe Tomao, capogruppo di Città Nuove: “La giustizia farà il suo corso, fino al terzo grado di giudizio. Sono dispiaciuto per l’immagine pubblica della nostra città, che è stata martoriata da questa vicenda giudiziaria. Sono garantista per principio, attendo gli altri due gradi di giudizio prima di esprimermi”. Dalla maggioranza non è venuto alcun intervento. Gli amministratori – contattati telefonicamente – si sono trincerati dietro un muro di silenzio.

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