Processo Ego Eco, una sentenza “politica”

Processo Ego Eco, una sentenza “politica”

romolo-del-balzo

Due anni trascorsi tra intercettazioni e testimoni, perizie e controperizie. Due magistrati donna che si sono passate il testimone per fare decollare la fase istruttoria. Due verità stridenti emerse nella requisitoria del pm togato Giuseppe Miliano e nelle tre lunghe sedute dedicate alle arringhe dei difensori. È stato questo in fondo il processo Ego Eco. La ricerca di quella punta dell’Iceberg a cui il comune di Minturno, affetto da decenni come altri comuni del sud pontino da una gestione poco lineare, è andato incontro proprio come il Titanic. Stamane, per la prima volta ieri la sezione distaccata di Gaeta del tribunale penale di Latina ha riconosciuto la responsabilità di “colletti bianchi”.

Nove, sugli undici imputati rinviati a giudizio, diedero con la loro condotta un contributo determinante ai reati di truffa ai danni dello stato e frode in pubblici appalti. Il giudice Carla Menichetti ha condannato a Cinque anni di reclusione e 2.600 euro di multa l’ex consigliere regionale ed ex presidente del consiglio comunale di Minturno Romolo del Balzo, a 5 anni e 3.000 euro di multa l’amministratore della Ego Eco Vittorio Ciummo, a 2 anni e 6 mesi e 2.000 euro di multa la figlia Augusta Ciummo, a 2 anni e 1.500 euro di multa per la moglie Anna Antonia Romano (entrambe per un breve periodo sostituirono Ciummo alla guida dell’azienda che gestiva l’appalto dei rifiuti nel comune di Minturno), a 3 anni e 1500 euro di multa per l’ex sindaco Giuseppe Sardelli, a 2 anni e 6 mesi per Gerardo Ruggeri (responsabile squadra operai) a 2.500 euro di multa, a 3 anni e 6 mesi e 2.000 euro di multa Liberato De Simone (capocantiere), a 3 anni Carmine Violo (dirigente servizio igiene) ed a 1.500 euro di multa, 2 anni e 6 mesi e 1500 euro di multa per Anacleto Fini (dirigente esterno). La pena è stata invece sospesa per la sola Anna Antonia Romano. Significative anche le pene accessorie.

Se tutti i colpevoli sono stati dichiarati incapaci di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i prossimi due anni, a Vittorio Ciummo e Romolo del Balzo il tribunale ha inferto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e lo stato di interdizione legale durante la pena. Ordinata anche la confisca di beni già in sequestro per 1.115.209,00 euro, come da ordinanza del ttribunale di Latina del 21 luglio e 22 settembre 2011. Assolti invece Michele Camerota e Giuseppe Papa. Per loro la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione.“Assoluzione non inaspettata – ha commentato l’avvocato Mattia Aprea, – le mansioni assegnate all’epoca a Camerota, vengono svolte oggi da ben 3 dipendenti. Quattro mesi di detenzione per un incensurato, poi dimostratosi innocente sono inaccettabili”.

Ma nell’aula oggi riecheggiava come un motivetto ormai sulla bocca di tutti ancora sempre lo stesso interrogativo del pm Miliano: “Dov’è la comunità di Minturno”? E in effetti rimangono ancora oggi tutti i dubbi sul perché il comune di Minturno non si sia costituito parte civile, in aula questa mattina erano completamente assenti ancora una volta anche le associazioni ambientaliste. Quanto alle amministrazioni comunali è indubbio che se ne siano alternate di diversi colori politici. In fondo però le difficoltà nell’erogazione del servizio si ripropongono ciclicamente ancora oggi, seppure con qualche variante, come già anticipato proprio su questo blog. Lo ha ammesso lo stesso ex sindaco Giuseppe Sardelli, quando, a pochi minuti dalla sentenza ha dichiarato che, se proprio si fosse voluto scavare sul malfunzionamento del servizio, si sarebbe dovuto indagare sul conto dei sui suoi predecessori, allargando l’inchiesta ad un periodo più ampio. “Appena nominato detti disposizione di rifare la gara d’appalto – ha detto l’ex sindaco Sardelli – la mia imputazione è di avere restituito 80mila euro alla ditta su ordine del vice prefetto Polichetti per evitare disagi alla popolazione ed ai turisti in vista della stagione estiva”. “È una decisione giuridica – ha rimarcato l’avvocato Massimo Signore, legale di Romolo Del Balzo – dire però che l’aspetto politico è stato ininfluente sarebbe inesatto”. Entrambi hanno dichiarato di considerare conclusa la loro esperienza politica, indipendentemente dall’esito processuale d’appello. Ma è chiaro che la “morte” politica di Del Balzo, terza punta di diamante del Pdl pontino che fu, insieme a Claudio Fazzone e Armando Cusani ha ben altro peso.

Eppure qualche dubbio le difese sulle modalità di conduzione dell’istruttoria e delle fasi che hanno portato al giudizio immediato presso il tribunale di Gaeta le difese lo avevano seminato. In particolare sull’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, sull’uso spinto della custodia cautelare per la quale lo stesso Miliano aveva poi chiesto scusa in aula, per l’individuazione delle condotte individuate nel capo di imputazione ma poi rimaste in pratica – a dire delle difese – per buona parte indeterminate. Ragioni che formeranno oggetto probabilmente dei successivi gradi di giudizio. Sarà tutto più chiaro quando, entro 90 giorni, saranno rese note le motivazioni della sentenza. In particolare sarà più chiaro quale è stato effettivamente il ruolo di Romolo del Balzo nella vicenda. Infatti il politico, all’epoca dei fatti contestati, non ricopriva alcun ruolo nell’amministrazione comunale. La sua partecipazione al disegno criminale era stata inquadrata inizialmente nella condotta associativa. Caduta questa ipotesi il suo ruolo partecipativo è rimasto legato soprattutto ad alcune dichiarazioni di Tommaso Romano e ad alcuni nomignoli come “Babbo” e “Baccalà”, che alcuni testimoni hanno voluto ricondurre alla sua persona. Diranno le motivazioni quali sono e se ci siano stati i vantaggi economici o contropartite e quali “artifizi o raggiri” abbia usato per portarle a termine.
Antonello Fronzuto

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni Minturnet con una DONAZIONE --> CLICCA QUI!



Segui Minturnet su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato


Iscriviti alla Newsletter gratuita. Clicca qui!

Usa Facebook per lasciare un commento a questo articolo

Share