Scauri comune e non frazione, la secessione corre sul web

Scauri comune e non frazione, la secessione corre sul web

Scauri

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L’obiettivo è arrivare a 5000 firme. Ad oggi soltanto in 13 hanno risposto all’appello di Marco Flammini, colui che ha dato il via alla petizione online “Per Scauri comune e non frazione, che reca data di creazione 11 giugno. Un moto secessionista che corre sul web e che di certo non è il primo. In tanti hanno avuto questa idea di staccarsi da Minturno, dalla collina, per avere la propria indipendenza fin dagli anni ’70 ma fino ad oggi queste voci sono rimaste isolate e hanno portato a un nulla di fatto. Si legge nella descrizione della petizione: “Affinché Scauri abbia finalmente la sua indipendenza da Minturno, affinché Minturno non pensi solo a se stessa e a Marina con i fondi che provengono solo da Scauri. Affinché Scauri non sia abbandonata dai nostri amministratori, i quali (essendo quasi tutti di Minturno e di Marina) non hanno mosso un dito in questi anni per migliorare la nostra cittadina, pensando solo a costruire opere per la maggior parte inutili solo ed esclusivamente presso Marina o sul colle. Affinché Scauri e i suoi cittadini sappiano dimostrare di essere capaci di governare da soli, senza bisogno dell’elemosina di Minturno per riportarla all’antico splendore. Affinché Scauri torni ad essere ciò che è stata per anni… cioè la perla del Tirreno”. Da ricordare che l’ultimo sindaco residente a Scauri è stato Pino Sardelli, che ha governato la città dal 2005 al 2010. Certo che in tempi di spending review appare assai difficile che si concretizzi l’obiettivo della petizione.
Giuseppe Mallozzi

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