Nuovo appalto rifiuti, altro “pasticcio” dell’amministrazione

Nuovo appalto rifiuti, altro “pasticcio” dell’amministrazione

Ego Eco, deposito ex Asia

Ego Eco, deposito ex Asia

Il nuovo appalto della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani partirà, come è noto, il prossimo 25 luglio. A gestire il servizio sarà l’ASA – Azienda Servizi Ambientali, la società consorziata con il Cns di Bologna, vincitrice del bando di gara. Proprio quella data è la deadline per la presentazione delle offerte per la gara d’appalto riguardante i lavori di somma urgenza per adibire l’area dell’ex depuratore in zona Recillo in un Ecocentro, ovvero un centro di raccolta comunale per rifiuti differenziati, come previsto dalla delibera 187 del 16 luglio scorso e dalla determina 163 del 18 luglio.

Attualmente nel deposito ex Asia sono posizionati degli scarrabili destinati alla raccolta dei rifiuti urbani differenziati che devono essere spostati in un sito idoneo. È noto che l’amministrazione ha definito con il Consorzio Industriale del Sud Pontino l’acquisizione di un terreno in località Parchi, da destinare a centro di trasferenza nonché isola ecologica e quel progetto costerà oltre 900mila euro. Inoltre, sempre nel medesimo documento – come già avvenuto con la delibera 174 del 4 luglio scorso – si afferma che Recillo è risultato idoneo per tale servizio e viene individuato come sito temporaneo. Il progetto di somma urgenza avrà un costo di 56.613,08 euro. Una cifra notevole per dei lavori di adeguamento di un sito provvisorio. E’ intuibile che non saranno effettuati in pochi giorni, quindi la nuova ditta si troverà inevitabilmente a svolgere un servizio senza avere l’adeguata struttura per poter gestire la raccolta differenziata. Una svista da parte dell’amministrazione?

Eppure era noto da anni che l’ex Asia non era adeguata per la gestione di tale servizio e la giunta sapeva benissimo che un’isola ecologica andava realizzata, anche perché la stessa Ego Eco aveva in pugno il Comune proprio per questo motivo e lo farà valere nella richiesta di risarcimento di ben 7 milioni di euro. Il progetto dell’isola ecologica a Recillo risale al 26 giugno 2012, con una delibera a firma del commissario prefettizio Vincenzo Greco, che concludeva l’iter iniziato dall’amministrazione Galasso. Avrebbe avuto un costo di 695.347,65 euro. Un progetto in realtà a costo zero per il Comune di Minturno, poiché sarebbero stati utilizzati fondi provinciali. In seguito ci fu la protesta dei residenti con la petizione sostenuta dal consigliere Americo Zasa. Di qui la decisione del sindaco Paolo Graziano di cambiare ubicazione, in quanto sarebbe stato più idoneo un altro sito, un terreno in località Parchi, informando la Provincia di Latina con una comunicazione a fine dicembre dello scorso anno.

Tale spostamento ha comportato un aumento della spesa a 959.008,07 euro, in quanto la struttura sarà da realizzare completamente dal nulla, quando invece il vecchio depuratore di Recillo sarebbe statao soltanto da adeguare. Una somma che l’ente non ha totalmente a disposizione e pertanto è stato richiesto recentemente un finanziamento alla Regione Lazio. E’ ovvio che sarà un progetto non immediato, per il quale si dovranno aspettare degli anni, anche perché per avere le autorizzazioni necessarie ad avviare un centro di trasferenza ci vogliono circa sei mesi. Con questa tempistica sarebbe stato d’uopo provvedere a realizzare prima quell’area o adeguare Recillo e poi provvedere ad affidare il nuovo appalto dei rifiuti. Così non è stato e quindi veniamo alla storia nota dei nostri giorni: il “pasticcio” di delibere di fine giugno che prima prevedeva nuovamente Recillo (152 del 27 giugno 2013) e dopo l’annullamento da parte del sindaco (171 del 1 luglio 2013). Salvo poi ritrattare pochi giorni dopo (delibera 174 del 4 luglio 2013), nella quale si ritorna al punto di partenza, individuando Recillo come isola ecologica provvisoria, in barba alle proteste dei residenti. Oggi i lavori di somma urgenza, tra tempi di assegnazione dell’appalto, affidamento dei lavori, tempo di realizzazione e consegna, porteranno via dei mesi.

Probabilmente la nuova ditta si troverà ad affrontare il servizio in condizioni deficitarie quasi per l’intero arco dei sei mesi di appalto provvisorio. Cosa comporta questo? Che la raccolta differenziata non potrà essere effettuata, perché manca la struttura. Il problema sembra essere emerso al momento della firma dell’appalto, quando i responsabili dell’ASA hanno fatto i sopralluoghi sulla struttura dell’ex Asia, che chiaramente non è a norma, oltre ad essere ancora sotto sequestro dal 2008 da parte della magistratura in seguito all’inchiesta Ego Eco. E così l’amministrazione è corsa ai ripari. Un errore di valutazione, superficialità, distrazione? Quel che è certo è che il Comune non godrà di incentivi per la raccolta. E allora i rifiuti differenziati e indifferenziati dove andranno a finire nel frattempo? Dove andavano prima: al deposito ex Asia, ovvero il cantiere Ego Eco. Cioè dove avveniva la miscelazione dell’intera raccolta, di cui si è anche discusso nel recente processo. Il sito ex Asia dovrebbe essere il centro di trasferenza ma nella realtà non esiste alcuna struttura.

E non è finita qui, perché sembra che nei giorni scorsi la Guardia di Finanza abbia fatto visita più volte al Comune di Minturno acquisendo documentazione relativa proprio al ciclo dei rifiuti. Che si stia preparando una nuova inchiesta?
Giuseppe Mallozzi

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