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Ex LSU, il consiglio comunale adotta una strategia per risolvere la situazione

Ex LSU, il consiglio comunale adotta una strategia per risolvere la situazione

Gli ex LSU al consiglio comunale

Gli ex LSU al consiglio comunale

La situazione degli ex LSU, attuali dipendenti del Comune di Minturno, è stata al centro della discussione del consiglio comunale di ieri sera. Si respirava un’aria pesante in sala comunale, perché da una parte vi sono 37 persone – che hanno presenziato ai lavori dell’assise – i quali rischiano di perdere il lavoro e dall’altra aleggia lo spettro del dissesto finanziario, dovuto proprio a questa complicata situazione di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi. Il consiglio si è aperto con un lunghissimo intervento del capogruppo di Minturno Cambia, Gerardo Stefanelli (disponibile in download alla fine dell’articolo), che ha bacchettato l’amministrazione in particolare sulla situazione rifiuti del Comune di Minturno, sull’isola ecologica e su tutta una serie di irregolarità che, a suo dire, sono state operate.

Il sindaco Paolo Graziano ha illustrato l’incontro tenuto la scorsa settimana in Regione con il dottor Marco Noccioli, del dipartimento programmazione economica e sociale. Su 144 comuni soltanto 120 hanno inviato tutte le informazioni sulla situazione degli ex LSU. La Pisana sta cercando di trovare i soldi da destinare agli enti. “Abbiamo sentito belle parole, ma atti certi pochissimi”, ha dichiarato il primo cittadino all’assise civica.

Graziano ha spiegato che del problema è stato interessato anche il Governo e che si devono aspettare dieci giorni per un nuovo tavolo istituzionale.

Il sindaco Paolo Graziano, il presidente del consiglio comunale Gianni Izzo e il segretario comunale Massimina De Filippis

Il sindaco Paolo Graziano, il presidente del consiglio comunale Gianni Izzo e il segretario comunale Massimina De Filippis

L’amministrazione, ha precisato, vuole continuare a mantenere gli ex lavoratori socialmente utili, tanto è vero che nonostante le difficoltà finanziarie sono stati pagati gli stipendi di luglio, ma se la Regione non invierà al più presto i fondi c’è il serio rischio di una loro sospensione, come già sta accadendo al Comune di Alatri. Al momento, il Comune di Minturno ha anticipato quasi un milione di euro per pagare gli stipendi, una somma notevole che grava sul bilancio ancora da approvare. Insomma, una situazione molto seria e difficile, che rischia di mettere in ginocchio l’ente. Graziano ha detto chiaramente che bisogna insistere con la Regione, altrimenti si dovrà procedere per vie legali. Tra l’altro, sono in corso anche le indagini della Corte dei Conti, che ha acceso i riflettori sulle procedure di stabilizzazione degli ex LSU.

L'assessore al bilancio Gianfranco Colacicco

L’assessore al bilancio Gianfranco Colacicco

L’assessore alle finanze, Gianfranco Colacicco, ha spiegato nel dettaglio, carte alla mano, tutto l’iter che ha portato alla situazione attuale, cominciando dai concorsi per la stabilizzazione. E ha ammesso di essere fortemente preoccupato: il protocollo di intesa per l’assunzione degli ex LSU prevedeva l’erogazione di fondi comunitari per pagare gli stipendi, quindi provenendo dall’Unione Europea non avrebbero gravato sulle spese del personale comunale. Purtroppo, però, come è noto, quel protocollo non ha validità in quanto il dirigente regionale non era legittimato ad avviare la procedura e c’è un’inchiesta in corso. Quindi, ora quei costi gravano tutti sul bilancio del Comune di Minturno, con conseguente sforamento del patto di stabilità e, quel che è peggio, il dissesto finanziario. Da gennaio ad oggi non risulta erogato alcun acconto dalla Regione, nonostante i solleciti inviati. Negli anni scorsi il Comune ha ricevuto soltanto 200mila euro, a fronte degli oltre 900mila già anticipati. Colacicco ha anche letto in aula la lettera del responsabile del servizio finanziario, Antonio Rasile, che rimarca lo squilibrio finanziario ed economico (leggi l’articolo di approfondimento) e ha quindi proposto di votare per cinque punti fondamentali, ovvero cinque tappe che l’amministrazione dovrà seguire per cercare di recuperare i fondi spettanti: innanzitutto, far proseguire le attività del personale ex LSU; attivare la Regione a livello finanziario con un lettera che comunichi che invierà i finanziamenti; stoppare l’intervento della Corte dei Conti, che non dovrà rivalersi nei confronti dei responsabili che hanno anticipato gli stipendi; ribadire che il Comune di Minturno non può più garantire gli emolumenti mensili; in caso di mancata erogazione, si procederà con una diffida nei confronti della Regione Lazio e quindi con un’azione legale. Tutti i punti sono stati approvati all’unanimità dal consiglio comunale, dando quindi mandato al sindaco Graziano di procedere al fine di risolvere la questione.

Prima dell’approvazione, sono seguiti gli interventi dell’opposizione consiliare. Maurizio Faticoni (Città Nuove) si è detto preoccupato dal punto di vista legale, in quanto non crede che si possa fare un’azione giuridica perché il dirigente non era legittimato al suo ruolo e l’esito è incerto. Ha poi ricordato che c’era stato l’accordo tra la Regione Lazio – era presidente Renata Polverini – e il Ministero del Lavoro per 25 milioni di euro. “Vorremmo sapere questi soldi dove sono finiti”, ha dichiarato Faticoni. Graziano ha ricordato che quei finanziamenti sono destinati ai pensionamenti. Faticoni ha comunque proposto di “giocare” su due tavoli: quello della Regione e quello del Ministero. In particolare, con il Ministero del Lavoro, per sondare il terreno e verificare se vi sia la possibilità di ricevere qualche aiuto economico.

Gerardo Stefanelli (Minturno Cambia) ha criticato l’amministrazione per essere arrivata alla fine di luglio per discutere di questo delicato tema in consiglio comunale, quando altri Comuni come Bassiano avevano fissato l’assise il 4 luglio e si sono già portati avanti. Ha inoltre consigliato alla giunta di avviare delle politiche idonee al risparmio, non solo per l’attuale situazione finanziaria ma anche perché tra due anni la situazione degli ex LSU graverà sul bilancio comunale, in quanto l’accordo con la Regione prevede la copertura finanziaria per soli cinque anni.

Raffaele Chianese (UDC) ha posto la domanda se questi contratti degli ex LSU siano dei contratti validi con il Comune di Minturno, visto che il protocollo d’intesa è venuto a cadere, e ha ricordato che si tratta non solo di 37 lavoratori ma di 37 famiglie che rischiano il lavoro, esprimendo loro la propria solidarietà. L’esponente centrista ha proposto anche di coinvolgere l’Anci per dar forza all’azione del Comune.

Infine, approvati tutti gli altri punti all’ordine del giorno determinazioni sull’individuazione aree P.E.E.P. e l’approvazione della Carta dei Servizi del Comune di Minturno relativamente ai servizi sociali, mentre è stato ritirato il punto sulle elezioni dei rappresentati del Comune di Minturno in seno alla XVII Comunità Montana “Monti Aurunci”.
Giuseppe Mallozzi

DOWNLOAD: Intervento Stefanelli consiglio comunale 22-07-2013

 

 

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