Il Comune di Minturno vicino al dissesto finanziario

Il Comune di Minturno vicino al dissesto finanziario

Il Comune di Minturno

Il Comune di Minturno

Quella che è emersa nel consiglio comunale di ieri sera è una situazione di estrema difficoltà per il Comune di Minturno. Il rischio, più che palpabile, è quello non solo di sforare il patto di stabilità ma di dichiarare il dissesto finanziario dell’ente.

Lo stato attuale delle casse comunali, infatti, non riesce a contenere l’ammanco derivante dall’anticipo di oltre 900mila euro che il Comune ha erogato in questi due anni per garantire lo stipendio agli ex LSU, ormai dipendenti comunali a tutti gli effetti, stabilizzati in seguito al protocollo d’intesa stipulato due anni fa con la Regione Lazio. Un accordo che prevedeva la stabilizzazione per cinque anni delle 37 unità lavorative, a totale carico della Pisana. Ora quei soldi finora erogati sarebbero dovuti rientrare nelle casse comunali e garantire la stabilità del bilancio di previsione. Ma così non è stato, perché – come è noto – la Corte dei Conti sta svolgendo delle indagini proprio sulle assunzioni avvenute non solo a Minturno ma anche in altri 143 Comuni del Lazio. A monte il fatto che il dirigente regionale che ha stipulato l’accordo non era legittimato a farlo. Quanto sia seria, anzi serissima, la situazione lo si è capito ieri sera al consiglio comunale. Facce scure, atmosfera pesante. Lo stesso assessore al bilancio Gianfranco Colacicco, solitamente imperturbabile, ha esternato di essere molto preoccupato per questa situazione.

Nel suo intervento ha sottolineato che il protocollo d’intesa per l’assunzione degli ex LSU prevedeva l’erogazione di fondi comunitari per pagare gli stipendi, quindi provenendo dall’Unione Europea non avrebbero gravato sulle spese del personale comunale, garantendo quindi il patto di stabilità.

L'assessore al bilancio Gianfranco Colacicco

L’assessore al bilancio Gianfranco Colacicco

Purtroppo, però, quel protocollo non ha validità in quanto, come già detto, il dirigente regionale non era legittimato ad avviare la procedura, tanto che c’è un’inchiesta in corso. Quindi, ora quei costi gravano tutti sul bilancio del Comune di Minturno, con conseguente sforamento del patto di stabilità e, quel che è peggio, il dissesto finanziario

E la lettera del responsabile del servizio finanziario, Antonio Rasile, inviata al sindaco, al segretario comunale, all’assessore al bilancio, al presidente del consiglio e al presidente revisori dei conti, datata 17 luglio 2013, che è stata letta in aula dall’assessore Colacicco, non lascia spazio a dubbi. La situazione è davvero critica.

In tre punti, il funzionario esplicita diverse criticità: nelle entrate del bilancio, infatti, lo stanziamento previsionale di 520.673 euro, sotto la voce “Contributi stabilizzazione LSU”, risulta compromesso nella sua realizzazione né risulta inserito nel bilancio regionale. Questo vuol dire che questi soldi, almeno per il momento, non giungeranno nelle casse comunali. Inoltre, il credito riportato tra i residui attivi del conto consuntivo 2012 è pari a 714.463,52 euro ed è riferito al saldo 2011 e 2012 per contributi che il Comune di Minturno deve ancora ricevere per effetto delle convenzioni sottoscritte con la Regione Lazio. Purtroppo, non essendo regolari queste ultime, per le ragioni di cui sopra, sono fondi che l’ente non percepirà e quindi di conseguenza si è verificato uno squilibrio finanziario ed economico entro il 30 settembre 2013, data limite per l’approvazione del bilancio di previsione.

Infine, l’entità – almeno 500mila euro, secondo quanto riferisce il funzionario comunale – di debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti e il mancato conseguente ripiano è “un’ulteriore conferma della vigente situazione di squilibrio nella corrente gestione”. “Tale presenza di debiti fuori bilancio dovrebbe vietare alcune tipologie di spesa”, spiega il responsabile del servizio finanziario, il quale consiglia che “tutti i responsabili ed organi gestionali delle spese comunali tengano ciò presente”.

Occhio alla spesa, quindi, per l’amministrazione, che oggi come non mai deve stringere la cinghia e limitare al minimo gli sprechi.
Giuseppe Mallozzi

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