Sospesi gli ex LSU, l’opposizione: “Una scelta sbagliata”

Sospesi gli ex LSU, l’opposizione: “Una scelta sbagliata”

Chiostro del palazzo comunale di Minturno

Chiostro del palazzo comunale di Minturno

La notizia si è subito sparsa nei corridoi del palazzo comunale. Questa mattina, infatti, il sindaco Paolo Graziano, con l’amministrazione comunale e il segretario generale Massimina De Filippis, ha preso la decisione di sospendere i 35 ex LSU. Secondo quanto si apprende il debito accumulato dal Comune di Minturno in questi due anni per coprire gli stipendi è arrivato a circa un milione e 200mila euro. Una cifra notevole, che grava sul bilancio di previsione che rischia di non essere approvato nemmeno per settembre. Quindi l’ente si prepara a dichiarare il dissesto finanziario. Eppure era stato fissato per il 2 agosto un incontro alla Pisana per trovare una soluzione e oltretutto era stato consigliato allo stesso sindaco Graziano di non prendere una decisione così drammatica. Una decisione presa chiaramente per tutelarsi in caso di intervento della Corte dei Conti, come sottolinea l’opposizione consiliare in una nota stampa congiunta a firma dei consiglieri comunali Gerardo Stefanelli, Mimma Nuzzo, Raffaele Chianese, Giuseppe Tomao, Maurizio Faticoni.

“Si tratta di una scelta sbagliata – dichiarano – che non ha nulla a che fare con la buona politica. La decisione sulla sorte dei lavoratori è ancora sub iudice, la Regione Lazio sta valutando la situazione al fine di sbloccarla. È davvero un atto scorretto quello operato dall’amministrazione comunale, nonostante sia stato dato mandato al sindaco durante l’ultimo consiglio comunale di salvaguardare i posti di lavoro. Durante l’assise ci eravamo riservati di attendere risposta entro 10 giorni dalla Regione. Inoltre, avremmo gradito di essere informati prima per dare il nostro contributo su una situazione delicata come questa. Si tratta di un atto che serve soltanto a tutelare chi deve firmare gli stipendi nei confronti della Corte dei Conti perché non sussistono gravi motivi tra le parti per sospendere dal lavoro un dipendente a contratto indeterminato. Qualunque giudice del lavoro dopo 20 giorni può chiede il reinserimento immediato. Insomma, sindaco, segretario e responsabile del servizio si sono tutelati in caso di dissesto finanziario, senza però tutelare gli stessi lavoratori. Era una partita che si doveva giocare con la Regione Lazio”.

“Ora questa decisione scellerata – proseguono i consiglieri della minoranza – rovinerà ben 37 famiglie, che si troveranno improvvisamente senza stipendio, e che produrrà soltanto un effetto, quello del dissesto finanziario, perché da una parte, essendo ormai sospesi gli ex LSU, i fondi regionali non saranno più inviati al Comune di Minturno, dall’altra gli oltre 900mila euro dovranno essere coperti con fondi comunali. Chiediamo, quindi, con forza che l’amministrazione ritiri la sospensione dei lavoratori e proceda nei confronti della Regione Lazio al fine di risolvere questa delicata situazione”.

I 35 LSU hanno saputo della notizia ma senza una conferma ufficiale. Probabile che riceveranno la lettera proprio domani, ultimo giorno lavorativo. Facce scure, amarezza, rancore. Sentimenti comprensibili in persone che fino all’altro giorno hanno avuto tutte le rassicurazioni possibili e che all’improvviso hanno avuto la notizia della sospensione. Domani mattina dovrebbero tenere una riunione per stabilire il da farsi. Sicuramente sarà aperta una vertenza contro il Comune di Minturno per l’immediato reintegro. Quel che è certo è che molti uffici resteranno senza personale.
Giuseppe Mallozzi

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