Il “con-dono” edilizio: prima parte… e forse ultima

Il “con-dono” edilizio: prima parte… e forse ultima

condono_edilizio11Riceviamo e pubblichiamo: “Anno 2013, dopo aver pagato qualche migliaia di euro per il condono edilizio, una Mamma, vedova, si reca dopo quattro anni dalla richiesta di versamento della somma aggiuntiva, presso gli uffici comunali, previo appuntamento. Dopo qualche tempo di attesa di fronte al dipendente pubblico, questi precisa che purtroppo la pratica, benché dovesse essere in suo possesso, ancora giace in un altro ufficio. La signora spiega nuovamente, dopo quattro anni, le condizioni in cui si trova. Ad ascoltare è sempre lo stesso dipendente pubblico di quattro anni prima. Il primo cittadino è certo che la pratica sia nelle mano di quel dipendente. Eppure… Purtroppo però le cose non sono così semplici. Benché vedova e con alcuni figli disoccupati, la signora Mamma si privò della somma richiesta per poter donare la casa ai propri figli, liberandola da qualsiasi pendenza amministrativa. Ciò non è bastato. Assolutamente no, “altre” pratiche si stanno lavorando mentre la signora attende di poter prendere la parola, ma non certo la sua. Cosa accadrà? Lo scopriremo presto”.

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