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Enzo Sorvillo sparò per uccidere. Il 36enne di Minturno ha rinunciato al ricorso in Cassazione

Enzo Sorvillo sparò per uccidere. Il 36enne di Minturno ha rinunciato al ricorso in Cassazione

L'aula di un tribunale

L’aula di un tribunale

Quando il 15 maggio 2011, alla foce del Garigliano, Enzo Sorvillo, 36 anni, di Marina di Minturno, imbraccio un fucile e fece fuoco contro due pescatori voleva uccidere. Questa la verità che esce, a distanza di oltre due anni dalla vicenda, dalle aule di giustizia. Il minturnese, noto pregiudicato, ha rinunciato al ricorso che aveva presentato in Cassazione e la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione a lui inflitta il 14 novembre 2011 dal giudice del Tribunale di Latina, Guido Marcelli, poi confermata il 14 giugno 2012 dalla Corte d’Appello di Roma, è ora definitiva. Sorvillo è stato condannato per tentato omicidio, porto illegale di arma da fuoco, danneggiamento e minacce. Per il 36enne, in primo grado, il pubblico ministero Olimpia Monaco aveva chiesto ben undici anni.

Durante l’interrogatorio di garanzia, Sorvillo aveva dichiarato che il fucile era stato caricato a piombini e che non aveva alcuna intenzione di uccidere i due pescatori. La verità giudiziaria è un’altra. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Scauri e di Formia, alla base del litigio con i due pescatori di Frattamaggiore vi sarebbe stata una contesa sul posizionamento dei galleggianti per la pesca.

Parole grosse, dopo le quali il minturnese si sarebbe allontanato per poi tornare sul posto con un fucile da caccia calibro 8, che custodiva in un capanno lì vicino, puntandolo contro i due campani e fare fuoco. Tre colpi ad altezza d’uomo e tre contro l’Alfa 147 di una delle vittime, miracolosamente scampate all’agguato. Sono stati proprio i due pescatori a lanciare l’allarme ai carabinieri. Giunti sul posto, gli uomini dell’Arma hanno sentito un testimone che ha riconosciuto l’aggressore.

Il successivo sopralluogo sulla scena del crimine ha consentito il rinvenimento dei bossoli dei proiettili sparati e la conseguente identificazione dell’arma utilizzata per il tentato omicidio. I militari hanno passato al setaccio la zona, scandagliato il Garigliano nel tentativo di ritrovare il fucile, mai rinvenuto, e infine arrestato il pregiudicato, rintracciato dopo alcuni giorni presso un bar di Scauri.
Clemente Pistilli

Fonte: La Provincia 05-08-2013

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