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Caso ex LSU: mentre si attende la decisione del giudice del lavoro, arriva la “minaccia” di messa in mobilità

Caso ex LSU: mentre si attende la decisione del giudice del lavoro, arriva la “minaccia” di messa in mobilità

Gli ex LSU al consiglio comunale

Gli ex LSU al consiglio comunale

Oggi, martedì 3 settembre 2013, sarà una giornata importante per le sorti del Comune di Minturno. Si terrà infatti l’udienza davanti al giudice del lavoro di Latina per il reintegro dei 35 dipendenti comunali “sospesi” (ex LSU) dall’amministrazione comunale per evitare lo sforamento del patto di stabilità e il dissesto finanziario. Al momento, la giunta non ha ancora approvato il bilancio di previsione, il che vuol dire che se il giudice dovesse accogliere il ricorso degli ex lavoratori socialmente utili, presentato dall’avvocato Carlo Bassoli, l’Ente si troverebbe in una situazione davvero molto critica, mettendo a serio rischio le casse comunali. Come si ricorderà, l’amministrazione ha affidato all’avvocato Maurizio Mele l’incarico per il recupero, in via coattiva, delle somme dovute dalla Regione Lazio per il pagamento delle spettanze dei 35 dipendenti comunali, ovvero un milione e 200mila euro. Quindi, in giornata si apprenderanno le decisioni.

Intanto, da indiscrezioni si apprende che l’avvocato Mele avrebbe contattato l’avvocato Carlo Bassoli, che sta rappresentando proprio gli ex LSU, chiedendo di spostare l’udienza fissata per oggi all’inizio del mese di ottobre. Le motivazioni sarebbero tutte riferite al bilancio, ovvero per poter dare più tempo all’amministrazione comunale di poterlo approvare, pena la dichiarazione del dissesto finanziario. A dare la notizia è proprio uno degli ex lavoratori socialmente utili, che vuole rimanere anonimo.

“Se non si accetta questa proposta – dichiara – il sindaco minaccia di metterci tutti in mobilità. Su consiglio del nostro legale ma maggiormente perché sono 15 anni che subiamo minacce da questi, se così si vuol dire, datori di lavoro, non accetteremo il compromesso e confermiamo la data per il 3 settembre 2013. Siamo stanchi di essere trattati come lavoratori di serie B, sbattuti a destra e manca a loro piacimento, e perlopiù appena hanno un po’ di difficoltà ci sbattono fuori senza stipendio. Per loro e i propri figli il piatto in tavola c’è sempre. Non hanno difficoltà nel pagare mutui, bollette o addirittura la famosa Tares di cui molti di noi non hanno potuto ottemperare. Ora siamo stanchi di minacce, siamo lavoratori a tutti gli effetti dipendenti del Comune di Minturno e non capisco perché si continua a discriminare. Perché siamo noi, con gli stipendi più bassi quelli che devono salvare questa barca che fa acqua da tutte le parti? Perché non si sono premuniti nei tempi debiti per risolvere la questione debitoria con la Regione Lazio? Probabilmente se avessero incaricato uno di noi per reperire questi soldi nei tempi debiti non ci saremo trovati in questa situazione”.

Dichiarazioni molto forti, che fanno capire molto bene il clima di esasperazione che stanno vivendo i dipendenti “sospesi”.
Giuseppe Mallozzi

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