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Rifiuti, blitz della Guardia di Finanza all’ex Asia. Il deposito non è a norma come centro di trasferenza

Rifiuti, blitz della Guardia di Finanza all’ex Asia. Il deposito non è a norma come centro di trasferenza

In tutto sono 13 gli scarrabili posti sotto sequestro dalla Guardia di Finanza di Formia, che nel blitz di ieri mattina ha effettuato controlli serrati nel deposito ex Asia, in località Parchi di Minturno. Gli agenti delle Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli ai cassoni da 23 mc, per un totale di circa 70 tonnellate di rifiuti sequestrati. Gli scarrabili vengono utilizzati per raccogliere l’indifferenziato in attesa di essere in seguito portato in discarica. Un blitz in piena regola, che conferma quello che in qualche modo già si sapeva: il deposito ex Asia non è a norma come centro di trasferenza. Infatti, non sono state date le autorizzazioni necessarie per il conferimento dei rifiuti. Troverebbero quindi conferma le accuse mosse dall’opposizione consiliare, in particolare dal capogruppo di Minturno Cambia, Gerardo Stefanelli, con le ultime interrogazioni discusse in consiglio comunale. I militari, su ordine del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, hanno effettuato anche altri controlli ai mezzi dell’azienda per verificare se corrispondessero a quanto stabilito nel capitolato d’appalto. Secondo quanto si apprende, da questo punto di vista non vi sarebbero anomalie e non sarebbero state trovate tracce di percolato, ma sarebbero comunque stati rinvenuti altri rifiuti stoccati in modo irregolare. In effetti, l’intera area è stata ripulita dalla ditta ASA, sebbene l’ex Asia non sia a norma per svolgere un regolare servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Senza gli scarrabili, gli operai sono costretti a trasportare il carico dei camion direttamente in discarica, senza poterli prima appoggiare nel deposito scaricando quanto raccolto dai cassonetti. Sono stati sequestrati circa 70 tonnellate di rifiuti e 13mila litri di scarti liquidi gassosi. Tre persone, responsabili del cantiere di Minturno, sono state denunciate in stato di liberta all’autorità giudiziaria per reati ambientali. APPROFONDIMENTO
Giuseppe Mallozzi
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