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Ombre sull’appalto dei rifiuti di Minturno dopo il blitz della Guardia di Finanza di Formia

Ombre sull’appalto dei rifiuti di Minturno dopo il blitz della Guardia di Finanza di Formia

Gli agenti della Guardia di Finanza di Formia sequestrano gli scarrabili

Gli agenti della Guardia di Finanza di Formia sequestrano gli scarrabili

L’ultimo blitz della Guardia di Finanza di Formia operato nel deposito ex Asia getta ombre sulla nuova ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani, la ASA. Cambiano le aziende ma i problemi rimangono gli stessi, perché le Fiamme Gialle hanno sequestrato non solo 70 tonnellate di rifiuti indifferenziati ma anche oltre 13mila litri di liquidi gassosi, catalogati come rifiuti speciali, contenuti in un’autocisterna. Quelli che sembravano problemi connessi alla Ego Eco alla fine si sono verificati con la nuova ditta.

Tre sono le persone denunciate per violazioni gravi in materia ambientale, responsabili del servizio di raccolta dei rifiuti per conto dell’ASA. Tra questi figura anche Liberato De Simone, già coinvolto nel processo Ego Eco e condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 2.000 euro. Sul perché a lui sia stato affidato di nuovo un ruolo di responsabilità all’interno del cantiere di Minturno resta un mistero. Gli altri due denunciati sono Luigi Pandolfi, parente dell’amministratore di ASA, Gabriele Pandolfi, e Lucio Bruno. Sulla figura di quest’ultimo il quotidiano “Latina Oggi” ha dedicato ampio spazio, descrivendo la sua attività prima di arrivare a Minturno, e soprattutto la commistione tra politica e la stessa ASA. Si scoprono delle connessioni che sembrano tutt’altro che casuali anche sulla gara d’appalto del Comune di Minturno.

Nell’articolo scritto dal vicedirettore Graziella Di Mambro, apprendiamo che Lucio Bruno “a novembre 2005 finisce ai domiciliari su ordinanza del gip del Tribunale di Latina perché con la sua società BM Auto di Borgo Montello importava autovetture dall’estero producendo un’evasione di Iva per milioni di euro”.

Lucio Bruno

Lucio Bruno

“Nello stesso giro di affari – prosegue l’articolo – sono risultate coinvolte altre persone di Nettuno che agivano attraverso una rete di società scatola. La BM Auto oggi è in liquidazione come buona parte di moltissime società in cui risulta socio o amministratore Lucio Bruno. Ciononostante è lui uno degli uomini di fiducia di un altro potente imprenditore del nord della provincia, Domenico Capitani, dignitario del PDL di Cisterna, già assessore della giunta provincia di Armando Cusani fino a circa un anno fa, ruolo assunto subito dopo aver vinto nel 2009 la gara d’appalto per il servizio recupero evasioni di Acqualatina Spa, del valore di due milioni di euro.

Domenico Capitani

Domenico Capitani

Quando Capitani si aggiudica il contratto il presidente del Cda di Acqualatina era il coordinatore provinciale del PDL, Claudio Fazzone, dimessosi sei mesi più tardi per incompatibilità acclarata dalla giunta del Senato. Quello stesso servizio era stato affidato ad una cordata di imprese ma poi passò, appunto, alla Gesteel di Domenico Capani, la quale aveva assunto il ramo d’azienda da Gest Italia. Chi era l’amministratore di Gest Italia? Lucio Bruno. Lo è stato fino a marzo del 2013, data in cui la società è entrata in regime di liquidazione e il Tribunale ha nominato lo stesso Bruno quale liquidatore, tuttora in carica.

Gest Italia è partecipata a sua volta da Mad Ambiente, società di Nettuno che si occupa di rifiuti anch’essa in liquidazione e a capo di una rete di società scatola assai difficile da dipanare. Dunque, Lucio Bruno è passato dalle macchine al recupero delle evasioni per approdare ai rifiuti.

Paolo Graziano

Paolo Graziano

Per il caso e la cronaca la ASA, diretta da Lucio Bruno, entra nel servizio rifiuti a Minturno vincendo la mini gara di sei mesi con uno straordinario ribasso di oltre 17% che ha insospettito la concorrente arrivata seconda. E tutto succede mentre il sindaco della città che indice il bando è un consigliere provinciale del PDL, Paolo Graziano, uno di quelli che sostengono con impegno e dedizione la giunta provinciale. Quella dove Domenico Capitani ha fatto l’assessore fino a poco tempo fa. È una matassa ingarbugliata. Però il bandolo si può trovare”.

Fonte: Latina Oggi

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