Sogno di una notte di “solita estate”

Sogno di una notte di “solita estate”

Spiaggia di Scauri

Spiaggia di Scauri

E’ finita! Finalmente questo Benedetto agosto è finito e “Zuulandia” o se preferite “San Buzzurro al Circeo” chiude i battenti con la consapevolezza che il domani non sarà diverso. Non si tratta di essere cattivi o pessimisti, si tratta di evidenze, di non voler accettare per Minturno un turismo di quantità, di qualità modesta, il turismo del mordi e fuggi, quei villeggianti a cui ormai offriamo case, spesso datate e decadenti; le prenotano in tre e si presentano in 10 con la complicità dei proprietari; si accettano pagamenti in nero e pochi pagano la tassa di soggiorno, si porta tutto da casa accedendo in minima parte ai commercianti del luogo.

Una tipologia di turismo che dopo aver riempito Castelvolturno e Mondragone accede ai nostri lidi, quelli liberi, di fatto non invadendo altri siti quali Sabaudia, Nettuno, San Felice al Circeo, luoghi protetti e dedicati al turismo di élite. Non è giusto dare le colpe genericamente all’amministrazione o al Sindaco; questo declino di Minturno si protrae ormai da decenni. Tutti si lamentano ma nessuno si chiede: cosa faccio io per questo paese? Da quanti anni non cambio un mobile in casa o non aggiungo una lavatrice nuova? Quanti anni fa ho ritinteggiato le pareti? E’ mai successo che rifiutassi un fitto perché conscio della qualità e quantità dei turisti che avrei accolto? Quando l’ultima volta che ho depositato il contratto di di locazione estiva? Quando l’ultima volta che rinunciando a rimpinguare il deposito postale ho favorito una iniziativa per la mia città?

È’ evidente che esiste anche l’altro versante della realtà attuale: quante volte i vigili sono andati a verificare case in affitto e vacanzieri presenti? Quante volte i carabinieri hanno fatto un po’ di verifiche sul territorio o hanno cercato di rendere difficile la vita a provvisorie presenze indesiderabili? Quali, nel tempo, gli assessori che hanno permesso un ambulantato fatto, quasi esclusivamente, di chincaglierie da un euro o poco più? Chi si è opposto o chi non si sarebbe lamentato, per un grattino orario più costoso per mettere un freno alla migrazione di basso profilo? Perché non ridurre limitare le spiagge libere o, dotandole di servizi, obbligare ad un piccolo contributo? Perché non stabilire criteri minimi di qualità per poter fittare abitazioni estive? Esiste la possibilità di aumentare il costo del biglietto del treno, escluso i residenti od i proprietari di case, da Napoli o limitrofi a Minturno nel periodo estivo?

Perché non sfruttare il fiume a scopo turistico, perché il teatro romano è tristemente silenzioso? Perché non creare un porticciolo turistico che accolga le barche dei turisti e non solo quelle di amici, parenti e politici? Perché non favorire altre forme di soggiorno (bed and breakfast, piccole pensioni, etc) o riqualificare l’ospitalità alberghiera per porsi sul mercato internazionale del turismo? Perché non investire, durante l’anno, in manifestazioni a respiro nazionale per attrarre l’altro turismo?

Associazioni di volontariato, singoli cittadini, intrepidi piccoli imprenditori, e lo stesso dicasi per qualcuno dei nostri politici si battono ancora ma non basta e tutto intorno è decadenza o fallimento come dimostra anche la fine del Basket Scauri. Le domande solo solo ipotesi ed il nostro piccolo personale contributo, fatte per rappresentare uno stimolo a cercare soluzioni perché Minturno torni a risplendere come un tempo. Io, speriamo che me la cavo!

Vanda Anselmi e Irene Sparagna – lista civica Con Noi Donne

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