Il tradimento in Politica, un pensiero di Mimma Nuzzo

Il tradimento in Politica, un pensiero di Mimma Nuzzo

Mimma Nuzzo

Mimma Nuzzo

Molti affermano con ostinazione che non esiste il tradimento in politica: si tratta di mutamenti storico-sociali, di mediazione, del compromesso necessario per il bene della collettività (?),”solo gli stolti non cambiano mai idea”, etc. Si potrebbe accettare la prima ipotesi, ma solo nel tempo: i mutamenti storico-sociali non avvengono dalla sera alla mattina. Nel mese di agosto ho letto con appassionato interesse una serie di articoli – cinque – su “Repubblica”, dedicata ai tradimenti, appunto: tradimento in amore, musica, medicina, filosofia e amicizia.

Bellissima l’intervista di Leonetta Bentivoglio alla signora del teatro Franca Valeri, abitualmente tradita sia dal primo marito, l’attore Vittorio Caprioli che dal secondo, il direttore d’orchestra Maurizio Rinaldi, di cui dice di aver accettato di tutto, ma che avrebbe ucciso la donna che gli avesse fatto uno shampoo, un rituale da lei puntualmente eseguito durante il bagno caldo che lui era solito fare prima di andare in scena.

Quanto al tradimento in medicina l’oncologo Claudio Andreoli afferma che la medicina è stata spesso tradita nelle sue regole e nei suoi principi etici e deontologici, nel momento in cui si dà spazio a terapie che non hanno fondamento. Ti tradisce anche lo Stato quando fa scelte di morte rispetto a oggetti di vita: quando il governo italiano, per esempio preferisce acquistare 90 aerei caccia F35 per 13 miliardi di euro piuttosto che rinnovare le apparecchiature diagnostiche della maggioranza degli ospedali italiani.

E così di seguito il musicista Fabio Vacchi racconta che la bellezza è stata rinnegata in nome di schemi aridi e astratti, mentre il filosofo Carlo Sini ricorda la frattura tra Martin Heidegger e Edmund Husserl, frattura che ha inciso moltissimo in talune crisi del pensiero del Novecento e per finire, lo scrittore Andrea De Carlo ricorda la rottura tra lui e il grande regista Federico Fellini.

Alla base, forse, la rottura di un incantesimo, che non è solo legato alla caduta delle emozioni, ma anche all’opportunismo, al profondo amore di sé stessi: narcisismo che sfiora deliri di onnipotenza, perdendo il senso di sé e del rispetto dell’altro fino a calpestarlo, pur di superarlo.

In politica accade qualcosa che va oltre: non solo tradisci il gruppo, l’amico, il tuo ‘compagno’ di percorso, ma tradisci i cittadini che ti hanno votato e hanno riposto in te la speranza della concretizzazione di un programma.: percorsi interrotti e un tempo che non torna più, tempo ancora da recuperare, mentre un intero P/paese va a rotoli.

Un politico deve fare quello che dice: non ha chance.

Ri/citando Joseph Conrad attraverso la Bentivoglio: “L’unica cosa che l’uomo può tradire è la sua coscienza.” Quali i limiti? Quali le autoassoluzioni? Quale il meccanismo perverso che ti fa stare ora di qua ora di là e ora qua e là?

Ok: mutamenti storico-sociali, mediazioni, compromessi necessari per il bene della collettività.

Tutte cose, però, che non avvengono dalla sera alla mattina.
Mimma Nuzzo
Capogruppo PD Minturno

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