Occupato il tribunale di Gaeta. Venerdì serrata generale dei negozianti

Occupato il tribunale di Gaeta. Venerdì serrata generale dei negozianti

Il Tribunale di Gaeta

Il Tribunale di Gaeta

Si è conclusa al piano terra della sezione distaccata di Gaeta del tribunale di Latina una assemblea fiume promossa dall’associazione avvocati Sud Pontino contro la chiusura del presidio di giustizia. Dopo una franca discussione a cui hanno preso parte il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo, il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, l’arcivescovo Fabio Bernardo D’Onorio, il consigliere regionale Giuseppe Simeone, il delegato della Provincia di Latina Aldo Lisetti ed i rappresentanti dei comuni di Minturno e Santi Cosma e Damiano nonché rappresentanti dell’ordine provinciale degli avvocati, dei medici, degli ingegneri e dell’Ascom Confcommercio, sono state approvate ben cinque mozioni. Contenenti tra l’altro l’occupazione immediata dell’edificio di piazzale Daga e l’invito già raccolto dai commercianti a procedere ad una serrata.

L’invito è stato poi raccolto da Rino Cassano che a nome dell’Ascom ha assicurato la serrata della categoria per l’intera mattinata di venerdì. Ma sono state minacciate anche azioni più incisive, come l’occupazione della Flacca. Intanto decine di avvocati hanno già iniziato a restituire le tessere elettorali. Al termine della raccolta saranno inviate direttamente al presidente della repubblica in quanto gli avvocati ritengono che il ministro cancellieri abbia esautorato il parlamento delle proprie prerogative, rendendo dunque inutile l’espressione del voto e l’elezione di rappresentanti territoriali.

Queste in sintesi le mozioni approvate dall’assemblea:
1)assemblea aperta con occupazione temporanea del tribunale per impedire il trasferimento dei fascicoli. Venerdì nuova assemblea plenaria nei locali del tribunale;
2)proposta alla categoria dei commercianti di una serrata collettiva per venerdì mattina, in concomitanza con l’assemblea;
3)Restitiuzione allo stato della medaglie al valore conferite ai comuni del sud pontino per le gravi perdite di vite umane e distruzioni subite durante la seconda guerra mondiale;
4)Eventuale occupazione della statale Flacca;
5)Istituzione di un tavolo tecnico con il tribunale di Cassino e le altre autorità coinvolte;
6)Attuazione di tutte le forme di sciopero bianco consentite dalla legge, con la messa in atto di iniziative volte a dimostrare che la riforma non funziona. Tra l’altro anche attraverso la predisposizione di moduli prestampati per denunciare il ministro Cancellieri ed il direttore Birritteri per interruzione di pubblico servizio ogniqualvolta vengano chiamati giudici onorari a svolgere funzioni che non dovessero competergli o manchi il cancelliere per svolgere l’udienza.

Di seguito alcuni stralci degli interventi più significativi:

Sandro Bartolomeo (Sindaco di Formia): “Siamo riuniti questa mattina per certificare la sconfitta di un territorio. Bastava mandare qualche ispettore per verificare quanto stava accadendo in questo tribunale. Rimaniamo uniti, questa è una sede vera, che a Cassino non c’è. Non consideriamola una partita chiusa, continuiamo a ragionare con il presidente del tribunale di Cassino”.

Pasqualino Magliuzzi (presidente avvocati Sud Pontino): “Spero che ora i cittadini abbiano finalmente capito che questa non è una battaglia di categoria, ma che si stà cercando di evitare ulteriori costi a loro carico. Per quanto riguarda gli studi professionali, nei prossimi anni saranno costretti a dividersi tra Cassino, Latina e Terracina, con il risultato che chi non è attrezzato è destinato a soccombere, non riuscendo a stare in più parti contemporaneamente. A Nicosìa Vescovo e parroco sono saliti sul tetto di una chiesa. Noi abbiamo deciso di restituire le tessere elettorali perchè il voto è l’espressione libera più importante. La Cancellieri non ha mai messo piede in un’aula di tribunale di periferia. Al contrario le commissioni di Camera e Senato avevano approvato alcuni correttivi di legge. Ci sono due ordini del giorno che impegnano il ministro a rivedere le proprie posizioni. Il ministro ha preferito però dare uno schiaffo al parlamento. Che senso ha votare chi non ha poi la possibilità di rappresentare i propri elettori? Ci sono 7000 cause pendenti (3000 civili e 4000 penali). La sede distaccata di Terracina, destinata ad acccoglierle, è stata prorogata per altri 2 anni, quando si sa che la durata media di un processo è di 5 anni. Cause delicatissime saranno affidate ad un giudice onorario e non a magistrati ordinari”.

Giuseppe Simeone (Consigliere Regionale Pdl): “In base alla spending review si stanno facendo scelte scellerate. A Cassino hanno fatto squadra mantenendo un tribunale che non ha i requisiti di legge. Per chi ha intenzione di delinquere questo territorio diventerà una vera manna data lo scollegamento che si sta creando fra i vari organi, verranno qui a commettere reati”.

Cosmo Mitrano (Sindaco di Gaeta): “Questa battaglia l’ha persa la politica. Siamo disponibili anche ad azioni di disobbedienza civile, come l’occupazione del tribunale. Mi sono rifiutato di far trasferire gli archivi e mi impegno fin d’ora a farli rimanere qui (l’archivio di Gaeta è più grande di quelli di Cassino e di Latina che, del resto, non avrebbero gli spazi per contenerlo)”.

Antonio Fargiorgio (segretario Ordine avvocati di Latina): “Come ordine provinciale condividiamo la vostra iniziativa di restituire le tessere elettorali, anche se non possiamo appoggiarla ufficialmente. È chiaro ormai che siamo in una repubblica governativa o presidenziale, non certo più parlamentare”.

Antonello Fronzuto

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