Crisi della pesca, dall’Adriatico al Tirreno la richiesta è unanime

Crisi della pesca, dall’Adriatico al Tirreno la richiesta è unanime

Pesca

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O le banche sospendono i mutui o addio alla pesca delle vongole in Abruzzo. Le imprese ittiche della costa teatina da quasi un anno sono infatti ferme a causa della morìa dei pregiati molluschi bivalvi che ha colpito il litorale che va da Ortona a San Salvo (analoga vicenda ha interessato poi anche parte della costa teramana); per loro prende forma l’incubo di chiudere l’attività di fronte all’impossibilità di onorare i mutui contratti con le banche per l’acquisto delle imbarcazioni e delle attrezzature, ma anche delle loro abitazioni.

La Regione Abruzzo è ancora in attesa degli esiti degli studi scientifici commissionati con 200 mila euro di fondi Fep (Fondo europeo per la pesca) proprio per risalire ai motivi della morte delle vongole, risultati che dovrebbero essere resi noti dall’istituto zooprofilattico di Teramo e dai laboratori di una nota università non prima di dicembre. L’ SOS è stato adesso nuovamente lanciato e a raccoglierlo è stato il presidente dell’amministrazione provinciale di Chieti, che ha deciso di scrivere alle banche rivolgendo a queste un appello a sostenere queste attività in difficoltà.

Queste azioni consentirebbero ai pescatori e alle loro famiglie, seppur temporaneamente, di respirare senza venire meno agli obblighi contrattuali, semplicemente dilazionando un impegno che oggi si rivela davvero gravoso. Si tratterebbe insomma di una misura tampone che permetterebbe di guadagnare tempo in vista della stagione autunnale, quando le inevitabili mareggiate potrebbero modificare la condizione biologica marina e produrre anche un cambiamento, ma anche in attesa della pubblicazione del decreto ministeriale sulla demolizione dei pescherecci.

In Provincia di Latina, la richiesta che desidero avanzare, è quella di valutare attentamente le condizioni della categoria, le domande di demolizione dei pescherecci, l’età media degli addetti, sempre maggiore, e non ultimo il fatto che i pescatori vengono emarginati anche da quelle amministrazioni che fruiscono dei contributi del Fondo Europeo per la Pesca per attrezzare porti e servizi alla portualità. Chiedo quindi di replicare anche su Latina, la lettera inviata alle banche della provincia di Chieti, per permettere ai pescatori di superare questo difficile periodo di cambiamenti strutturali, anche in virtù di coloro che esercitano tali attività su Ponza e Ventotene.
Erminio Di Nora

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