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Mazzette e patenti, 14 arresti: nel mirino scuole guida e Motorizzazione di Latina. In manette anche due minturnesi

Mazzette e patenti, 14 arresti: nel mirino scuole guida e Motorizzazione di Latina. In manette anche due minturnesi

tangenti-patenti-latina-24ore5646Sono finiti anche due titolari di autoscuole di Minturno nella rete dalla Polizia Stradale di Latina, nell’ambito di una maxi operazione su un giro di patenti vendute e mazzette. Tra le quattordici persone arrestate compaiono infatti anche Gerardo Tomao e Mario Livornese. In carcere sono finiti anche alcuni funzionari della motorizzazione civile: Antonella Cianfoni, Pietro Lestingi, Roberto Becchimanzi. E anche Antonio Ezio Rossini (titolare autoscuola “Rossini” di Fondi, Monte San Biagio e Terracina) e Francesco Spaziani (titolare autoscuola “Silvano” di Latina e San Felice Circeo). Ai domiciliari, oltre ai minturnesi Tomao e Livornese, anche Laura Terlizzo (dipendente Motorizzazione civile), Sergio Bologni (autoscuola Sezze), Franco Ronconi (autoscuola Latina Scalo), Massimo Camelio (autoscuola Gaeta), Giuseppe Antigiovanni (autoscuola Formia), Linda Iudicone (autoscuola Itri). Arrestato anche Carmine Maietta, ex dipendente della Motorizzazione civile, e padre di un deputato.

Secondo quanto scoperto dalla Polizia stradale, il gruppo rilasciava patenti di guida agli stranieri dietro pagamento della somma di 3.000 euro. Le accuse sono associazione a delinquere, concussione, corruzione, abuso d’ufficio e falsità ideologica.

L’INCHIESTA. Quasi due anni di lavoro degli investigatori hanno aperto uno squarcio desolante su una imponente attività illecita riguardante fenomeni di compra-vendita di esami finalizzati al conseguimento della patente di guida in provincia di Latina con assetti organizzativi ben delineati sia quanto a uomini sia quanto a mezzi. E in effetti – scrive la polizia stradale in un comunicato stampa – una vera e propria organizzazione a delinquere, con dimostrate capacità ed efficienza operative nonché ben radicata nel territorio e dotata di spiccata potenzialità delinquenziale, vedeva asserviti un numero non insignificante di funzionari pubblici della Motorizzazione di Latina alla “domanda” mai calante di patenti conseguite con mezzi fraudolenti da persone straniere (perlopiù di nazionalità indiana e dell’est europeo) e/o italiane mancanti dei requisiti di idoneità tecnica spesso dovuti anche alla totale sconoscenza della lingua ammessa negli esami abilitazione (italiano e inglese).

Il tutto con evidente e comprensibile pericolo per la sicurezza dei cittadini sulla strada in una provincia, quale quella Pontina, che da sempre ha pagato un intollerabile tributo di sangue per gli incidenti. L’efficienza dell’organizzazione criminale è ampiamente dimostrata dall’insieme degli elementi raccolti, quali la facilità di procurarsi in breve l’esaminatore compiacente e/o di determinare ed eventualmente anche di modificare gli incarichi per le sedute di esami, l’attuazione divenuta naturale delle sostituzioni di persone in occasione degli esami, l’alta capacità di intimidazione non solo dei complici minori ma altresì dei testimoni dai quali si riusciva con metodi di coartazione ad ottenere una selettiva conoscenza sulle operazioni di polizia, e addirittura la ritrattazione delle testimonianze fornite alla polizia giudiziaria con il preciso scopo di impedire la piena cognizione delle attività illecite.

BOCCIATURE PILOTATE. Tra le forme di estrinsecazione dell’attività illecita merita una particolare menzione quella che veniva attuata attraverso la pretestuosa bocciatura del candidato per essere poi il medesimo indotto a partecipare alla seduta d’esame dopo aver corrisposto ulteriori e maggiori somme di denaro. Centrale nel sodalizio criminale il ruolo dei titolari delle autoscuole attenzionate, ma pur non secondaria la regia concordata e studiata dai funzionari infedeli della motorizzazione di Latina, tra i quali leader sagace si configura la funzionaria finita in carcere.

Vi è stata poi la cognizione provata in atti, che le persone avviate al conseguimento per la patente di guida, perlopiù extracomunitari di origine indiana, siano state indotte ad una complicità attraverso asserite metodiche di assistenza per la lingua italiana. Ancora è emerso dai complessivi atti d’indagine e, segnatamente, dalle intercettazioni di conversazioni comparate con i riscontri documentali, l’esistenza di plurime condotte di falso, finalizzate al conseguimento di patenti di guida e altri benefici in assenza dei requisiti di legge tramite la fraudolenta predisposizione di documentazione anch’essa falsa, nonché riprovevoli condotte di concussione e corruzione. E la commissione del delitto di falso emerge con chiara evidenza dal fatto che i candidati promossi o non sono in grado di comprendere la lingua italiana e inglese, il che esclude la possibilità che abbiano sostenuto effettivamente l’esame, o addirittura non potevano fisicamente essere presenti alla seduta d’esami. Analoghe anomale condotte di P. U. si sono riscontrate in capo a taluni medici militari compiacenti, rimasti indagati a p. l., che fornivano documentazione certificativa anche senza aver mai visto il candidato e/o erano disponibili a certificare come inesistenti situazioni di impedimento al conseguimento del titolo abilitativo.

In definitiva la particolare riprovevolezza delle condotte criminali che l’indagine ha accertato la si può riferire allo sfruttamento di innumerevoli soggetti accomunati da una condizione di svantaggio in quanto privi di mezzi, mancanti della conoscenza della lingua italiana e in alternativa di quella inglese nonché ignoranti delle leggi dello Stato. Sulla pelle di tali persone gli indagati hanno lucrato con grande spregiudicatezza accumulando nel corso degli anni vantaggi che l’inchiesta ancora in corso andrà a determinare con precisione.

Fonte: Latina24Ore.it

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