Tenta di uccidere il genero, arrestato un 61enne a Tufo

Tenta di uccidere il genero, arrestato un 61enne a Tufo

Giovanni Vitale

Giovanni Vitale

Tradito dall’amore per il nipotino nel giorno del suo sesto compleanno. La squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Formia ha arrestato con l’accusa di tentato omicidio Giovanni Civita, di 61 anni, pluripregiudicato originario di Andria, in provincia di Bari, ma residente a Giugliano, vicino Napoli.

Le manette all’uomo, che ha scontato quasi 30 anni di carcere per associazione a delinquere, rapina, ricettazione e furto, è accusato di aver sparato l’altra sera, nell’area archeologica della Tomba di Scipione nel territorio di Lago Patria, un colpo di pistola di una beretta calibro 7,65 al polpaccio della gamba destra del compagno della figlia, Antonio Mario Capone, di 25 anni. La vittima, conosciuta alle forze dell’ordine per essere un frequentatore di elementi di spicco dei clan camorristici di Pozzuoli e dei Casalesi, forniva subito elementi importanti agli agenti del commissariato di Giugliano che chiedevano il coinvolgimento dei colleghi di Formia perché Civita avrebbe potuto trovare ospitalità presso un’abitazione presa in affitto per l’intero anno nel centro storico della frazione collinare di Tufo a Minturno. E così è stato.

Gli uomini del Vice-questore Paolo Di Francia l’altra notte effettuavano un’irruzione trovavano la figlia 26enne ed il nipotino di Civita ma non l’uomo che riusciva a dileguarsi attraverso un ingresso secondario. Scattavano le ricerche e i pedinamenti che si concretizzavano ieri sera quando Civita tornava a Tufo, con un’auto diversa rispetto a quella su cui era giunto nel sud-pontino, con l’obiettivo di recuperare documenti d’identità, danaro e portare il regalo al nipotino nella festa del suo compleanno. Ma perché ha sparato Civita, nel frattempo associato nel carcere di Cassino?

Voleva vendicarsi della violenza e dei continui maltrattamenti subiti dalla figlia ad opera di Catone. Questa vicenda – come ha tenuto a precisare il dirigente del commissariato di Formia, il vice-questore Paolo Di Francia – ribadisce come il sud-pontino sia sempre un comodo nascondiglio per pregiudicati coinvolti in gravi fatti di cronaca verificatisi oltre Garigliano.
Saverio Forte

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni Minturnet con una DONAZIONE --> CLICCA QUI!



Segui Minturnet su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato


Iscriviti alla Newsletter gratuita. Clicca qui!

Usa Facebook per lasciare un commento a questo articolo

Share