Chiamata alle arti, serata dedicata allo scrittore Tiziano Terzani

Chiamata alle arti, serata dedicata allo scrittore Tiziano Terzani

manifesto chiamata alle artiIl Comune di Minturno, sposando da subito l’iniziativa, ospita la manifestazione, che si terrà mercoledì 25 settembre 2013, avrà inizio alle ore 21,00, presso la propria Sala Consiliare dando, tra l’altro, la possibilità di utilizzare il chiostro per l’esposizione di opere di artisti che hanno risposto alla “Chiamata alle Arti” e che si potranno osservare già dal pomeriggio. Alcuni componenti dell’Associazione “Amici del Libro -Biblioteca L. Raus” leggeranno brani dai libri di Tiziano Terzani, intervallati da performances musicali del duo “Le Facce Toste” composto da Lorenzo Fusco e Marcello Serra. Nel corso della serata, il regista Mario Zanot illustrerà il progetto volto alla raccolta fondi da destinare alla produzione del film tratto dal libro “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani e ci mostrerà alcuni video che raccontano la vita dell’autore.

Sarà un viaggio virtuale laddove la vita di Terzani si è intersecata con i più importanti avvenimenti internazionali della seconda metà del ventesimo secolo. Un intresecarsi dovuto, si dal mestiere svolto dal nostro autore che da cronista spediva gli articoli al giornale tedesco per cui lavorava, “Spiegel”, ma anche da un suo voler comprendere l’uomo fuori e, soprattutto, dentro.

Il programma della serata prevede proiezioni di filmati, tra cui parti di Anam il senzanome e Anam Atto II, letture di brani tratti dai libri di Terzani e musica suonata dal vivo.

L’idea è quella di ripercorrere insieme la vita di Terzani e, in particolare, il viaggio nel cuore dell’Asia, raccontato in Un indovino mi disse, un viaggio che, per lo scrittore, è stato tappa fondamentale di un percorso di trasformazione da corrispondente di guerra a uomo di pace.

Nel corso della serata il regista Mario Zanot presenterà il progetto del film tratto da Un indovino mi disse.

Sarà un viaggio virtuale laddove la vita di Terzani si è intersecata con i più importanti avvenimenti internazionali della seconda metà del ventesimo secolo fino all’inizio del ventunesimo. Un intresecarsi dovuto, si dal mestiere svolto dal nostro autore che da cronista spediva gli articoli al giornale tedesco per cui lavorava, “Spiegel”, ma anche da un suo voler comprendere l’uomo fuori e, soprattutto, dentro.

Gli intermezzi musicali saranno eseguiti dalle Facce Toste (voce, chitarra e flauto), le letture a cura degli Amici del Libro Biblioteca “Luigi Raus” e dell’Associazione i Presìdi del Libro.

La serata sarà arricchita da una mostra fotografica tra nuove e vecchie immagini di Minturno e frazioni, curata da Amedeo Russo del Comitato Premio Dragut Minturno. Verranno inoltre esposte fotografie di Simone Palladino, opere di Elisa Jane Pedagna e di Giovanni Colangelo e oggetti realizzati in legno d’ulivo dal Cucchiarellaio Matto.

All’evento parteciperanno anche Emergency Formia e Amnesty International Formia.

Ingresso libero con possibilità di donazione a sostegno del progetto.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Minturno.

Il progetto cinematografico in generale

A fine dicembre è stata lanciata sul web la campagna di raccolta fondi per realizzare un film da quello che è forse il libro più amato di Tiziano Terzani: Un indovino mi disse.

L’idea è del regista milanese Mario Zanot, documentarista e visual effects supervisor, che ha collaborato, tra gli altri, con Giuseppe Tornatore e Nanni Moretti.

Zanot incontra Terzani nel 2004 per girare Anam il senzanome, l’ultima intervista rilasciata dal giornalista-scrittore, poco prima della sua scomparsa.

Sono passati nove anni da allora e si sente ancora forte la mancanza del suo messaggio di amore per la vita e di ripudio della violenza.

Il film Un indovino mi disse ripercorrerà il viaggio di Terzani alla scoperta del cuore magico dell’Asia, un viaggio che il giornalista fece nel 1993, spostandosi senza mai prendere aerei.

All’apice della sua carriera infatti, in crisi umana e professionale, per cercare di salvarsi dalla depressione, Terzani si aggrappa alla profezia di un vecchio indovino di Hong Kong: ricordati, nel 1993 non devi volare, perché corri un gran rischio di morire. Quella maledizione si trasforma per lui in una benedizione, un’occasione per reinventarsi la vita.

In bicicletta, nave, pullman, a piedi, Terzani parte verso l’Asia più misteriosa per un reportage sugli indovini, che gli farà incontrare personaggi picareschi, eroici, tragici. In quello stesso anno, l’elicottero sul quale sarebbe dovuto salire cade. Un caso? Al di là della sua veridicità, la profezia lo aiuta a trovare una nuova dimensione umana e spirituale.

Un indovino mi disse sarà girato tra Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania e Thailandia.

La sceneggiatura – a cui ha collaborato anche Angela Staude Terzani – è già pronta e alcuni partner stranieri hanno mostrato vivo interesse per il progetto. In Italia, dopo il rifiuto dei grandi produttori, il regista Mario Zanot, convinto che il ricordo e il messaggio di Terzani siano vivi ancora oggi, ha deciso di rivolgersi direttamente al pubblico per finanziare, almeno in parte, questo progetto.

È stata proprio questa scelta ad attirare l’attenzione di una casa di produzione emergente – Lion Pictures International – che ha presentato questo progetto cinematografico all’ultimo Festival di Cannes, in cerca di co-produttori.

Andando su www.unindovinocidisse.it è possibile dare il proprio contributo alla realizzazione del film, versando pochi euro ma anche cifre più alte. In cambio si ha diritto a una ricompensa.
Ad esempio chi sceglie di versare 50 euro vedrà il proprio nome nei titoli di coda del film, donando 100 euro si potrà ricevere a casa, su card usb, il film Anam il senzanome Atto II, le immagini inedite ed esclusive dell’ultima intervista a Tiziano Terzani, dando un contributo superiore ai 150 euro si avrà diritto inoltre a una copia della sceneggiatura, autografata dal regista e dagli attori.

Per promuovere il progetto sono in programma iniziative in tutta Italia, durante le quali ripercorrere insieme la vita di Terzani, corrispondente di guerra, viaggiatore e uomo di pace.

I soldi donati dagli utenti del web e quelli raccolti durante questi eventi andranno ad affiancarsi al finanziamento della Lion Pictures International e a quello dei partners stranieri, per coprire il budget complessivo del film che si aggira intorno al milione e mezzo di euro. L’obiettivo è quello di uscire nelle sale nel 2014, in occasione del decennale della morte di Terzani.

Una parte degli incassi del film verrà devoluta a Emergency, per l’ospedale di Lashkar-gah in Afghanistan, intitolato a Tiziano Terzani. Si tratta di un centro chirurgico in cui il 60% dei pazienti ricoverati è curato per ferite di guerra causate da bombe, mine antiuomo e pallottole e dove un terzo dei pazienti ha meno di 14 anni.

In ogni caso, se la cifra raccolta attraverso il finanziamento popolare non dovesse essere sufficiente a garantire la produzione del film, l’intero importo, tolte le spese documentate, verrà devoluto ad Emergency.

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