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I nodi del bilancio, si cerca di recuperare i crediti vantati dal Comune di Minturno

I nodi del bilancio, si cerca di recuperare i crediti vantati dal Comune di Minturno

L'assessore al bilancio Gianfranco Colacicco

L’assessore al bilancio Gianfranco Colacicco

Entro il 30 novembre il consiglio comunale di Minturno dovrà approvare il bilancio di previsione. È ormai noto in quali difficoltà economiche versi il Comune e per questo l’assessore al ramo Gianfranco Colacicco e il responsabile del servizio finanziario Antonio Rasile stanno lavorando alacremente per far quadrare i conti. Tra i problemi da superare c’è quello del buco da un milione e 200mila euro provocato dall’assunzione degli ex 35 LSU, recentemente reintegrati dal Tribunale del Lavoro di Latina. Soldi che il Comune di Minturno deve ricevere dalla Regione Lazio e per i quali ha presentato un decreto ingiuntivo.

E si cercano altre vie per non sforare il patto di stabilità o, peggio, andare in dissesto finanziario. Oltre alle uscite, diverse sono anche le entrate che l’Ente deve ancora ricevere, non ultima quella relativa agli ex LSU. Annosa, per esempio, è la questione del credito vantato nei confronti del Consorzio degli Acquedotti degli Aurunci di Cassino, organismo che ha gestito il servizio idrico di oltre settanta Comuni delle province di Latina, Frosinone, Isernia e Caserta. Ingente la somma: oltre 800mila euro.

Come avvenuto per la Regione Lazio, l’amministrazione comunale ha dato mandato all’avvocato Maurizio Mele di recuperare una volta per tutte, con un’ingiunzione, questa cifra, importantissima per la salute delle casse comunali. Probabilmente Minturno, come tanti altri enti, dovrà attendere invano, in quanto sembrerebbe che il “buco” del Consorzio superi i trenta milioni di euro.

Da parte sua, comunque, l’assessore al bilancio Gianfranco Colacicco ostenta sicurezza e dichiara che “riusciremo ad approvare il bilancio e non sforeremo il patto di stabilità”. Di più, però, non aggiunge. “Stiamo lavorando”, si limita a dire.

Tra i nodi da sciogliere anche la temutissima Tares e il mancato introito dell’Imu. Su quest’ultima questione si attende ancora un cenno dal Governo centrale.
Giuseppe Mallozzi

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