Puliamo il mondo: la chiamavano la solita sporca dozzina

Puliamo il mondo: la chiamavano la solita sporca dozzina

Degrado in spiaggia a Scauri

Degrado in spiaggia a Scauri

Legambiente ha indetto per il 27, il 28  e il 29 settembre la giornata Puliamo il mondo, in cui i volontari si sono armati di guanti, sacchi e bastoni chiodati, oltre che di tanta buona volontà, appunto, per ripulire quanto più mondo gli potesse riuscire. Nel Comune di Minturno l’iniziativa è passata del tutto inosservata mentre, sulla sponda sud della foce del Garigliano un gruppo di indomiti della sezione di Sessa Aurunca, ha agito nel mattino di domenica. Io ho fatto parte di quel gruppo di valorosi. Voglio spiegarvi il perché.

Frequento sovente, durante le mie escursioni in bicicletta, entrambe le sponde del Garigliano, perché ugualmente affascinanti, benché ugualmente sporche e trascurate. Il fatto è che io, davvero, il confine non lo sento. Sono insofferente delle distinzioni latitudinali e longitudinali, di quelle ideolgiche, religiose, di genere, di orientamento sessuale. Sono insofferente perfino delle distinzioni sulle tifoserie sportive. Mi piacciono le particolarità di ciascun essere umano, cerco di non generalizzare ma anche di non distinguere a priori.

Così non dirò che i Minturnesi sono spocchiosi e non frequentano la provincia di Caserta per un innato razzismo nei confronti di chi è di appena qualche metro più a sud di loro. Eppure conosco tante persone che “di là del ponte” non ci vanno per partito preso. Così come non dirò che i sessani o i cellolesi, che pure abitano appena qualche km a sud di Formia ritengono in massa che quella cittadina sia differente dalle loro perché posta a nord. Però conosco molte persone, residenti là, che lo dicono. E tutti, minturnesi, sessani e cellolesi lo dicono come se essere del nord o del sud (siamo sempre a sud e a nord di qualcuno) avesse un valore in sé.

Allora vorrei rassicurare i lettori: la tanta, troppa, esagerata immondizia che abbiamo raccolto stamane sulle sponde sud del fiume è la stessa, dello stesso tipo e nelle stesse quantità di quella che ancora si può vedere sulla sponda nord. Quest’ultima, infatti, fa ancora bella mostra di tutto il lerciume che, un po’ le correnti fluviali, un po’ (un bel po’) i pescatori abbandonano tra le frasche della fitta vegetazione, mentre le non rare gallinelle d’acqua cercano di sopravvivere, evitando i chilometri di lenze abbandonate, le tonnellate di sacchetti di plastica, bottiglie di vetro e in PET e le centinaia di pile esauste.

Insomma, cari tutti, le giornate del Puliamo il mondo, qui tra nord e sud, si sono concluse e vi siete persi una bella occasione di fare qualcosa di buono per il vostro territorio. Però le occasioni possiamo cercarcele, giusto? Inforcate allora le vostre biciclette e andate verso il fiume e portatevi dei guanti, un sacco delle immondizie e raccogliete quello che di sporco trovate in giro. Pensateci: un sacchettino per uno, un rastrellino per uno, e potremmo fare delle sponde del nostro maestoso Garigliano, un giardino spettacolare e farlo diventare un’altra meta di turismo (noi che siamo maledettamente in cerca di turisti). Durante la raccolta fondi di Minturno è stata raggiunta la cifra parziale di 200 euro, mentre tutto il progetto, al momento, ha raccolto 53.000 euro. L’obiettivo è 500.000 euro, che potrebbero essere raggiunti con l’ausilio di alcuni enti che si stanno distinguendo per la loro generosità e lungimiranza. Ancora grazie a tutti.

P.S. Non sentitevi soli: oggi non c’eravate insieme a tantissime persone. Noi, infatti, oggi eravamo la solita sporca dozzina (o poco più) di romantici che sono convinti che pulire in luogo faccia stare tutti meglio.
Monica Penitenti

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