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Chiusura del convento di San Francesco, i fedeli si mobilitano e scrivono al Papa

Chiusura del convento di San Francesco, i fedeli si mobilitano e scrivono al Papa

Convento San Francesco

Convento San Francesco

Lettere, raccolta di firme inviate al Pontefice e ai vertici delle autorità religiose. La «chiusura» del convento di San Francesco di Minturno e il conseguente trasferimento dei frati, nonché parroci, sta provocando una mobilitazione di fedeli. A Papa Francesco hanno scritto alcuni fedeli, che hanno appreso la decisione di chiusura e trasferimento da padre Agostino Esposito, Ministro Provinciale dei Frati Minori, la cui sede è presso il monastero di Santa Chiara a Napoli.

I firmatari del documento chiedono al Pontefice di non «estirpare questa realtà di fede dalla memoria minturnese» e di esaminare la loro richiesta «affinché un altro simbolo che rappresenta la cultura della storia non venga eliminato». Nella nota viene ricordata la storia del monastero sorto intorno al XIV secolo, perché fortemente voluto dai Frati minori dell’ordine dei Francescani e dalla popolazione.

«Oggi – continua il documento – tanti concittadini trovano nella succitata chiesa un forte punto di riferimento religioso tant’è vero che l’opinione pubblica è sconvolta per una simile decisione. Nel campanile è conservata una campana fusa nel 1600 per ringraziare Maria Santissima delle Grazie per lo scansato pericolo della peste che ha mietuto all’epoca tante vittime. I frati che hanno avuto in gestione il convento di Minturno si sono sempre adoperati, così come le regole francescano lo impongono, a sostegno di tutte le persone disagiate e il fervore della gente ha fatto si che questo culto verso la Madonna delle Grazie rimanesse nel cuore delle nostre menti per le future generazioni».

Difficile ipotizzare ad un ripensamento, visto che padre Luigi, ha lasciato già la parrocchia di Tremensuoli (che sarà amministrata da don Massimo Capodiferro, parroco dell’Immacolata a Scauri), per trasferirsi ad Ischia. Padre Francesco, guardiano del convento, è stato trasferito anch’egli, mentre padre Antonio è di stanza a Mondragone, ma per un anno si occuperà della chiesa di San Francesco di Minturno e della parrocchia di Tufo.

Lo stesso padre Antonio dunque lascerà le parrocchie di Santa Maria Infante e Pulcherini e in quest’ultima frazione un gruppo di fedeli ha raccolto le firme per chiedere la permanenza nel centro collinare del frate. E domani arriva la festa del patrono d’Italia, con un convento in via di smembramento.

Fonte: Latina Oggi

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