Tutti pazzi per la 181, l’evento a Minturno

Tutti pazzi per la 181, l’evento a Minturno

tutti-pazzi-per-la-181Il Comitato FareAssieme Sud Pontino presenta giovedì 17 ottobre 2013, alle ore 16, presso la Sala Consiliare del Comune di Minturno l’evento “Tutti pazzi per la 181”. Si tratta di una petizione di legge popolare, che riguarda le norme per valorizzare, in continuità con la legge 180/1978, la partecipazione attiva di utenti , familiari, operatori e cittadini nei servizi di salute mentale e per promuovere buone cure in tutta Italia.

Il 13 maggio scorso – a 35 anni esatti dall’approvazione della Legge Basaglia – il movimento “Le Parole Ritrovate” ha presentato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare “per dare gambe alla legge 180”.

In continuità con la Legge Basaglia, la proposta è stata chiamata “181”.
L’intenzione è quella di fare approvare «nuovi princìpi di fondo in grado di garantire cure dignitose a tutte le persone che soffrono di disagio psichico» in tutte le regioni italiane, in modo omogeneo e unitario.

Lo Psichiatra Renzo De Stefani, referente del movimento “Le Parole Ritrovate”, ha sottolineato che solo in Italia si parla di cinquecentomila persone, accanto alle quali soffrono anche familiari e amici: “Circa tre milioni di persone tutti i giorni devono confrontarsi con il dramma della malattia mentale grave. A loro abbiamo pensato, capitalizzando 15 anni di esperienza del “fareassieme”, che è la filosofia del nostro movimento”.

Con lo slogan “Tutti pazzi per la 181”, lo scorso giugno, “Le Parole Ritrovate” ha lanciato la campagna di raccolta firme che si protrarrà fino a novembre. Per portare la proposta in discussione parlamentare saranno necessarie 50.000 sottoscrizioni.

Fra le novità sostanziali della proposta di legge:

  • Le strutture residenziali dovranno avere lo stesso comfort di un albergo a tre stelle (art. 3), essere accoglienti, piacevoli e aperte alla cittadinanza.
  • Introduzione degli Utenti Familiari Esperti (UFE): i familiari di persone malate, pazienti ed ex pazienti lavoreranno presso le strutture – accanto agli operatori specializzati – per fare accoglienza, dare sostegno a persone che affrontano la sofferenza mentale per la prima volta e nei gruppi di auto mutuo aiuto.
  • Assunzione di 1 UFE a tempo pieno ogni 20.000 residenti (art. 4, 15).
  • Sarà introdotta la psicocard, con esatte indicazioni su operatori di riferimento e funzionamento dei servizi (art. 10).
  • I servizi di salute mentale dovranno farsi carico di abitazione, reinserimento lavorativo e sociale (art. 11).
  • Le Consulte locali e nazionali di salute mentale dovranno essere composte per un terzo da utenti e familiari in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale, eletti dagli stessi; un terzo da rappresentanti di Associazioni ed Enti portatori di interesse; un terzo da operatori (art 19).
  • La parte variabile di salario degli operatori andrà in base al tasso di fiducia e speranza di utenti e familiari, misurato una volta all’anno (art. 2).
  • Ogni ASL dovrà destinare almeno il 4% del proprio bilancio al proprio Dipartimento di Salute Mentale (art. 18).
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