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Rifiuti, l’opposizione: “La convenzione con il Consorzio Industriale è un’anomalia amministrativa e giuridica”

Rifiuti, l’opposizione: “La convenzione con il Consorzio Industriale è un’anomalia amministrativa e giuridica”

Maurizio Faticoni, Gerardo Stefanelli, Mimma Nuzzo durante la conferenza stampa

Maurizio Faticoni, Gerardo Stefanelli, Mimma Nuzzo durante la conferenza stampa

Una convenzione illegittima, una “anomalia amministrativa e giuridica” che potrebbe avere serie ripercussioni sul bilancio e avviare una nuova inchiesta a Minturno. È quanto affermato questa mattina dai consiglieri di opposizione Gerardo Stefanelli (Minturno Cambia), Maurizio Faticoni (Città Nuove) e Mimma Nuzzo (PD), nel corso di una conferenza stampa, tenuta presso la Terrazza del Bar Morelli di Scauri, che hanno spiegato nel dettaglio le irregolarità della convenzione stipulata il 25 giugno 2013 tra il Comune di Minturno e il Consorzio Industriale Sud Pontino per la cessione di un terreno di circa 6.289 metri quadri, sito in località Parchi, nel quale realizzare un centro di trasferenza e un’isola ecologica.

La convenzione è stata ratificata con la delibera 263 del 17 ottobre 2013 (disponibile alla fine dell’articolo). Come hanno spiegato gli esponenti della minoranza (assenti Giuseppe Tomao, Raffaele Chianese e Pino Russo per motivi di lavoro), che hanno anche rilasciato una nota stampa, l’urgenza di una conferenza sull’argomento è stata determinata dal fatto che da agosto non vengono convocate le commissioni bilancio e ambiente; inoltre spesso gli atti sono negati agli stessi consiglieri.

Nel suo intervento introduttivo, Stefanelli ha spiegato le diverse irregolarità della convenzione: “Innanzitutto non reca il parere del responsabile del servizio finanziario. Inoltre, ogni atto di vendita di immobile è di stretta competenza del consiglio comunale, come è descritto nel Tuel (Testo Unico degli Enti Locali). Al consiglio competono infatti il bilancio, i tributi, gli immobili e i rapporti con gli Enti. Il sindaco, invece, ha proceduto in solitaria, violando il regolamento comunale. A questo si aggiunge il valore del terreno. Nella convenzione si parla di 188.670 euro più iva. Una cifra enorme, pari al costo di 30 euro al metro quadro. Si sarebbe prima dovuti passare per il consiglio comunale, poi farsi fare una valutazione sull’immobile e infine decidere sulla vendita. Un terreno del genere ha un valore di mercato sui 12 euro circa al metro quadro. Inoltre, il costo dell’acquisto del terreno, si legge nella convenzione, sarà a carico della ditta che avrà in gestione l’area per espletare il servizio di stoccaggio dei rifiuti. Il che vuol dire che vi saranno ulteriori costi da inserire nel nuovo capitolato d’appalto. Infine, il Consorzio Industriale sarà la stazione appaltante dei lavori, quando il Comune dovrebbe provvedere al progetto e ai dovuti controlli sui suddetti lavori. Eppure in un caso analogo, quello delle Sieci, il Comune si è sempre riservato di essere stazione appaltante per i lavori, e non l’Ismef, in quanto il bene è patrimonio comunale, sebbene nella temponea disponibilità di un soggetto terzo. Quello che colpisce è che nessuno tra il segretario comunale o il consulente Francesco Bruno, pagato 24mila euro annui, si sia accorto di questo ‘pasticcio’ amministrativo”.

Concetto, quest’ultimo, ribadito con forza da Mimma Nuzzo, che ha sottolineato l’illegittimità della figura di Bruno, oggetto di diversi interventi del capogruppo del PD di Minturno: “E’ davvero strano che si facciano certi errori, avendo a disposizione consulenti e avvocati presenti anche in maggioranza. Si continuano ad avere 12 posizioni organizzative, che sarebbero 13 compresa la società Tesel che si occupa degli stipendi degli impiegati. Eppure vi sono dipendenti con le competenze in merito. Questa convenzione pone degli interrogativi: chi ha stabilito il prezzo? Tra l’altro dovrebbe occuparsene anche il responsabile del servizio patrimonio del Comune. Inoltre, si legge anche che vi sarebbe l’eventualità di impiegare ulteriore personale. Sospettiamo si tratti di qualche altra ‘cambiale elettorale’ del sindaco Graziano. E ancora, viene specificato che l’area ex Asia non è a norma ma il sindaco, dopo i sequestri di poche settimane fa, dice di non sapere niente. Non è stato allegato nemmeno il progetto, nonostante venga specificato nella convenzione. Infine, salta all’occhio l’assenza dell’assessore all’ambiente Roberto Lepone nella delibera. L’opposizione si è posta in maniera collaborativa, soprattutto sui rifiuti, primo problema di questo Comune. Invece, ci vengono negati gli atti, la maggioranza procede in solitaria producendo una serie di gaffe amministrative. Da oltre due anni non si fa una campagna di sensibilizzazione per la raccolta differenziata, nonostante ci siano fondi provinciali non spesi. Infine, ci hanno accusato di aver inoltrato denunce alla Guardia di Finanza. Se l’avessi fatto l’avrei detto pubblicamente. Ma, nel caso, perché dovremmo vergognarci? Abbiamo un’amministrazione che non è trasparente, che nega gli atti, che nasconde ciò che fa. Si deve fare chiarezza per il rispetto della cittadinanza”.

Da parte sua Maurizio Faticoni ha sostenuto la compattezza dell’opposizione consiliare, non solo sull’argomento rifiuti, affermando che c’è una stretta intesa rispetto al passato e di essere una valida alternativa a questa amministrazione: “Il nostro impegno è sempre stato costruttivo e non distruttivo. Siamo stati tacciati di irresponsabilità dall’assessore all’ambiente, quando noi abbiamo sollevato delle perplessità sul nuovo appalto. Ad oggi non si sa a che punto sono i lavori straordinari per l’isola ecologica di Recillo. La differenziata viene effettuata senza campane: abbiamo cassonetti tutti uguali, sui quali sono apposti degli adesivi. Discariche abusive e sporcizia ovunque. Questa città, a vocazione turistica, non merito tutto ciò. Abbiamo due responsabili del servizio igiene che si sono dimessi: apprendiamo che l’amministrazione sta pensando a un esterno, con un incarico da 42mila euro. Non riusciamo a interloquire con l’assessore all’ambiente ma solo con il sindaco su questi argomenti”.

In merito alla convenzione Faticoni ha affermato che “si tratta di un’anomalia amministrativa e giuridica” che viola le norme statutarie dello stesso Consorzio Industriale. “Secondo quanto si evince dallo statuto – ha spiegato l’esponente di Città Nuove – la vendita di un immobile da parte del Consorzio deve essere fatta da un responsabile con un’apposita deliberazione. Ciò non è stato fatto. Denunceremo questa convenzione al Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Minturno. Vi sono poi diverse irregolarità: non è specificato se l’acquisizione di questo terreno sia per donazione o per vendita, si parla di ‘assegnazione’; inoltre, quali riflessi avrà sugli equilibri di bilancio? Eppure l’area sulla quale realizzare un centro di trasferenza ce l’avevamo: è l’ex Asia. Sarebbe bastato avviare una trattativa con il curatore fallimentare per acquisire l’area e finalmente metterla a norma. Per questo progetto in località Parchi si supera il milione di euro, una cifra enorme difficilmente reperibile dall’amministrazione comunale. Penso che per Minturno debba iniziare un nuovo periodo”.

Nel riprendere la parola, Gerardo Stefanelli ha sottolineato che “l’area di Recillo, identificata per lo stoccaggio dei rifiuti dopo il sequestro degli scarrabili da parte della Guardia di Finanza, ad oggi non è ancora omologata e i lavori di somma urgenza sono bloccati”. L’esponente di Minturno Cambia ha annunciato che “come Assessorato all’Ambiente della Provincia di Latina ho assegnato la somma di 10mila euro per il Comune di Minturno come contributo per la bonifica delle discariche abusive, spero che li utilizzino”.

“Sono 18 mesi – ha concluso – che chiedo di utilizzare 4mila euro destinati dalla Provincia per l’informazione sulla raccolta differenziata e i 380mila euro per l’isola ecologica. Fino ad oggi la giunta è restata in silenzio: è giunta l’ora che dia delle risposte ai cittadini”.
Giuseppe Mallozzi

DOWNLOAD: Delibera GC 263

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