Armando Cusani, nuova condanna ma non si dimette

Armando Cusani, nuova condanna ma non si dimette

Armando Cusani

Armando Cusani

Con questa sono due: il presidente della provincia di Latina ed esponente del Pdl Armando Cusani è stato condannato ad un anno e due mesi, pena sospesa, nel processo per l’allontanamento di Paola Ciccarelli da comandante della Polizia municipale di Sperlonga. Cusani è stato condannato insieme agli assessori Rocco Scalingi – attuale sindaco di Sperlonga – e Gerardo De Vita e insieme al funzionario comunale Carmine Caputo. Un altro funzionario, Alessandra Faiola, è stato invece assolto.

Altra pesante condanna dopo quella che si è guadagnato per la vicenda di abuso edilizio relativa al lussuoso albergo di famiglia in quel di Sperlonga. La sentenza è stata emessa dal collegio del tribunale di Latina presieduto dal giudice Pierfrancesco De Angelis con a latere Laura Morseli e Simona Santaroni.

Il pm aveva chiesto per tutti la condanna a due anni, sia per il presidente della Provincia, sia per gli altri quattro imputati che, a vario titolo, dovevano rispondere per i reati di abuso d’ufficio, falso e usurpazioni di funzioni pubbliche. Il collegio giudicante ha assolto Faiola, mentre ha condannato ad un anno e tre mesi Caputo e ad un anno e due mese Cusani, Scalingi e De Vito. Per tutti la pena è sospesa.

Per quanto concerne invece la richiesta di risarcimento del danno patrimoniale formulata dalla parte civile il collegio ha respinto l’istanza, ma ha condannato in solido gli imputati al pagamento di 35mila e 500 euro, per il danno non patrimoniale.
La seconda condanna rende ancora più vicina l’ipotesi di decadenza per Cusani, che potrebbe essere destituito dal suo ruolo di presidente della provincia per effetto della legge Severino.

Ma lui non molla: non bastano due condanne, non basta la mobilitazione politica a suon di interrogazioni parlamentari. Sull’amministrazione provinciale si abbattono infatti due sciagure: quella delle assunzioni pilotate e questa delle condanne che interessano direttamente il presidente. Sui misfatti due senatori grillini hanno presentato precise istanze ai ministri competenti chiedendo in sostanza la stessa cosa: che Cusani vada a casa.
Giuseppe Cecchini

Fonte: Online News

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