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Il mistero dei rifiuti di Pantano Irto portati alla discarica di Penitro e classificati come inerti

Il mistero dei rifiuti di Pantano Irto portati alla discarica di Penitro e classificati come inerti

Ego Eco, deposito ex Asia

Ego Eco, deposito ex Asia

Il Comune di Minturno ha chiesto 320mila euro alla Regione per bonificare definitivamente l’ex discarica di Pantano Irto, l’orribile mostro sequestrato nel 2008 dalla Guardia di Finanza di Formia. Ma nella storia di quella montagna di rifiuti, poi trasportati altrove c’è ancora qualcosa che manca. Le fiamme gialle arrivarono lì a seguito di una serie di segnalazioni di cittadini e associazioni ambientaliste; dopo il blitz ci fu anche un brutto rogo, spento dai vigili del fuoco utilizzando anche materiale di risulta poiché i rifiuti che erano lì avevano diversa composizione. In pratica c’era di tutto e anche sulla provenienza di quella montagna di immondizia non è stata mai fatta chiarezza fino in fondo.

Si sa invece che i rifiuti successivamente furono spostati e, in pratica, è stato quello il primissimo passo verso la bonifica. Dove è andato a finire quel materiale, o una parte di esso? A Formia, nella discarica di Penitro, poiché parte del materiale derivato da Pantano Irto venne classificato come «inerte» o assimilabile e scaricato nel sito della periferia di Formia dalla ditta Cardi Costruzioni di Itri.

In realtà neppure il consorzio di imprese che gestisce la discarica di Penitro era convinto che i carichi provenienti dal Comune di Minturno fossero effettivamente classificabili come inerti. E infatti scrive il direttore del sito, Antonio Scarpellino, in una lettera indirizzata al dirigente dell’epoca del Settore Ambiente, Carmine Violo, il 26 febbraio del 2009, che stavano arrivando in discarica «rifiuti classificati come terreno di scavo» ma per verificare la reale composizione con la stessa lettera si annuncia che verranno «effettuate analisi a carico del gestore e qualora queste non dovessero integrare la qualità di materiale inerte verranno restituiti».

Viene altresì aggiunto che gli esiti delle analisi sarebbero stati comunicati al Comune, alla Provincia e all’Arpa. Dunque la effettiva composizione del materiale proveniente da Pantano Irto e destinato alla discarica di inerti di Formia è stata fatta a cura di un privato. E’ possibile che in seguito anche l’Arpa abbia controllato. Ma non è in atti. In pratica né l’Agenzia per la protezione per l’Ambiente, né la Provincia né il Comune di Minturno hanno verificato cosa stavano scaricando nel sito di inerti.

E dopo nessun altro è andato a vedere cosa è rimasto a Penitro, o almeno non ci sono prove.

Fonte: Latina Oggi

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