Sanità, una “Casa della Salute” anche a Minturno

Sanità, una “Casa della Salute” anche a Minturno

L'ex ospedale di Minturno

L’ex ospedale di Minturno

In tutto sono 14 le “Case della Salute” individuate nel Lazio. Di queste, tre si trovano in provincia di Latina: Sezze, Gaeta e Minturno. Le strutture, sulle quali non esiste alcun contenzioso e che hanno avviato percorsi di trasformazione per diventare “Case della Salute”, sono ad oggi 14 su un totale di 48: l’obiettivo della Regione è infatti quello di arrivare a realizzare una casa della salute per ogni distretto. Il nuovo presidio sanitario è stato individuato presso l’ex ospedale di Via degli Eroi a Minturno, oggi attivo come punto di primo intervento.

“Il decreto che istituisce le Case della Salute nel Lazio è un ottimo passo avanti verso una Sanità più vicina al territorio e una migliore assistenza ai cittadini”. Lo ha dichiarato Teresa Petrangolini, consigliera regionale del gruppo “Per il Lazio”, durante l’audizione in commissione Politiche sociali e Salute del dirigente della Cabina di regia del Sistema sanitario regionale, Alessio D ‘Amato, per l’illustrazione dei decreti commissariali sull’organizzazione delle Case della Salute e sul governo delle liste d’attesa 2013-2015. “Nel Lazio il 38,2 per cento dei cittadini è affetto da almeno una malattia cronica, quasi uno a famiglia, ed è costretto a rivolgersi a diversi interlocutori istituzionali: gli uffici comunali per l’assistenza domiciliare, le Asl e le strutture ospedaliere per le cure sanitarie e gli esami clinici”, ha aggiunto la consigliera.

“Le Case della salute saranno il luogo dove la persona viene realmente presa in carico dal sistema assistenziale, realizzando concretamente l’integrazione dei servizi socio-sanitari. È importante che le Case della salute – ha proseguito Petrangolini – siano concepite per essere un punto di riferimento, un luogo ben visibile, dove il cittadino possa accedere facilmente ed essere accolto e accompagnato per l’intero percorso assistenziale. La giusta risposta all’esigenza di riequilibrare l’offerta sanitaria tra ospedale e territorio. Per questo c’è bisogno di una vera e propria progettualità che accompagni il decreto, con la collaborazione di tutti i soggetti: medici, infermieri e organizzazioni di tutela e di volontariato. Accolgo con piacere anche l’annuncio del dirigente della Cabina di regia, Alessio D’amato, dello stanziamento di circa 30 milioni di euro per l’edilizia sanitaria e le nuove tecnologie, che consentiranno alle 48 strutture previste di operare nel migliore dei modi”, ha concluso la consigliera segretaria dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.

Sul testo del decreto commissariale n. 428 del 4 ottobre 2013 relativamente all’organizzazione delle Case della salute, vengono elencati i nomi dei presidi ospedalieri già individuati: “Nuovo Regina Margherita (Asl Rm/A), Santissimo Salvatore di Palombara Sabina (Asl Rm/G), San Giovanni Battista di Zagarolo (Asl Rm/G), A.C. Cartoni di Rocca Priora (Asl Rm/H), Spolverini di Ariccia (Asl Rm/H), Villa Albani di Anzio (Asl Rm/H), San Carlo di Sezze (Lt), Luigi di Liegro di Gaeta (Lt), ex ospedale di Minturno (Lt), Francesco Grifoni di Amatrice (Ri), Ospedale civile di Ceccano (Fr), Presidio sanitario di Ferentino (Fr), Santa Croce di Arpino (Fr) e la struttura ‘In memoria dei cadutì di Isola del Liri (Fr)”.

“Per le altre strutture in corso di riconversione ed, in particolare, per quelle oggetto di contenzioso – si legge ancora nel testo del decreto – l’opportunità di realizzare Case della salute sarà soggetta a valutazione successiva”.

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