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Presunte incompatibilità alla base della querela tra consiglieri comunali

Presunte incompatibilità alla base della querela tra consiglieri comunali

Il Consiglio Comunale di Minturno

Il Consiglio Comunale di Minturno

Presunta incompatibilità del consigliere Mino Bembo. È questo l’argomento del documento presentato dai consiglieri comunali Raffaele Chianese e Gerardo Stefanelli, che ha scaturito la querela dell’avvocato Bembo. In realtà non si tratta di un’interrogazione consiliare ma di una richiesta indirizzata al responsabile della prevenzione della corruzione del Comune di Minturno e datata 30 agosto 2013. Il documento è stato pubblicato dal dottor Chianese su Facebook, rendendolo quindi noto al pubblico e specificando che “il Commissario Anticorruzione non mi ha ancora risposto”.

Entrando nel merito del documento, in premessa Chianese e Stefanelli specificano che la richiesta è stata presentata “al solo scopo impersonale di favorire la trasparenza e il rispetto delle suddette leggi e decreti legge” e pertanto chiedono di appurare e, nel caso, prendere provvedimenti su presunte incompatibilità sia dello stesso Chianese che di Mino Bembo.

Il capogruppo dell’Udc scrive: “Se il sottoscritto Dr. Chianese Raffaele, consigliere comunale di Minturno e responsabile medico dell’Unità Operativa Semplice (UOS) inserita in Unità Operativa Complessa (UOC) dell’Asl Latina, sia o meno incompatibile alla luce delle citate norme e leggi”. Argomento, questo, già al centro di un articolo pubblicato qui su Minturnet.

E prosegue con il consigliere di maggioranza: “Se a parenti e/o compagna del consigliere Daniele Mino Bembo, capogruppo della Lista Graziano, delegato al contenzioso di Minturno, siano stati conferiti incarichi legali da parte della vigente amministrazione comunale; e se sì, quanti siano e a quanto ammontano i relativi onorari professionali (saldati o non ancora saldati). Se la risposta fosse positiva, si chiede se lo stesso consigliere sia o meno compatibile”.

Questo il testo del documento che ha prodotto la querela. Su Facebook lo stesso Mino Bembo ha spiegato in maniera stringata le sue ragioni: “Il rigore morale non si compra ai saldi. O lo hai oppure no. Chi lo ha lo difende. Chi non lo ha accetta anche l’ingiuria”. Di qui il gesto di citare i due consiglieri dell’opposizione.

Un fatto del genere non poteva non ingenerare delle reazioni. Sempre sul noto social network, infatti, il capogruppo di Città Nuove, Giuseppe Tomao, ha espresso così il suo pensiero: “Come già detto alla ‘persona offesa’, pur comprendendo la questione sotto il punto di vista personale, sotto il punto di vista politico non ci si può caratterizzare con le denunce. Non si può legittimare il metodo. Spero si risolva con il ritiro dell’atto declaratorio aprendo il confronto personale”.

Di certo non una bella pagina per la politica locale.
Giuseppe Mallozzi

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