Alluvione Sardegna, da Minturno un furgone carico di aiuti

Alluvione Sardegna, da Minturno un furgone carico di aiuti

Alluvione in Sardegna

Alluvione in Sardegna

In questi ultimi anni troppo spesso fenomeni atmosferici tipici del sopraggiungere dell’inverno diventano incontrollabili e quando ciò avviene, questi eventi definiti “straordinari” causano vere e proprie emergenze, a causa delle quali interi paesi vengono isolati, centinaia di famiglie sfollate e purtroppo si contano numerose vittime. E’ accaduto pochi giorni fa in Sardegna, splendida isola ricordata troppo spesso solo come meta turistica estiva e molto poco quando si parla di argomenti concreti come l’emergenza lavoro o le condizioni ambientali. Ma la Sardegna non è soltanto la meta prediletta dei “gossippari”, dei calciatori, delle veline e dei panfili chilometrici. E’ una terra fiera, che tiene alla sua indipendenza con orgoglio e che si rimbocca le maniche. Questo però non deve legittimare tutti quanti noi della “terraferma” a sentirci tranquilli e a guardare dall’altra parte.

Nella gara di solidarietà organizzata da varie parti d’Italia per le zone sarde fortemente colpite dal ciclone Cleopatra – in primis Olbia e Nuoro – anche Minturno si fa sentire, perché in realtà l’emergenza non è ancora finita. Sono previste ulteriori precipitazioni per le successive 24-48 ore che rendono critico un nuovo rischio idrogeologico e anche quando il maltempo darà finalmente tregua ai cittadini sardi ci sarà molto da fare. Nel nuorese ci sono ancora paesi isolati e ad Olbia il lavoro più pesante sarà quello di liberare case e alberghi dal fango.

Ieri, 22 novembre è stata proclamata la giornata di lutto nazionale per onorare le 16 vittime dell’alluvione in Sardegna (tra cui quattro bambini), mentre sale a 2800 il numero di persone sfollate. Inoltre, la Regione Sardegna ha annunciato anche la sospensione delle ricerche per il disperso ad Onari, per via delle difficili condizioni meteo. Sono molte le strade da ripristinare e le centinaia di persone che hanno dovuto abbandonare tutto quello che avevano, ora hanno davvero bisogno di tutto.

E’ proprio per questo che la giovane Elisabetta Demurtas, sarda di Olbia ma residente nel centro storico di Minturno da 7 anni, ha dato il via ad una lodevole iniziativa. Ha affittato un furgone con l’intento di riempirlo con beni di prima necessità, come cibo non deperibile (olio, pasta, caffè, zucchero, riso, pelati, alimenti in scatola, biscotti secchi), prodotti per l’igiene della casa (detersivi, stracci, buste) e prodotti per l’igiene personale (shampoo, dentifricio, spazzolini, assorbenti).

Fortunatamente i genitori di Elisabetta sono stati colpiti dall’alluvione solo marginalmente, ma altri familiari hanno perso la casa, la propria automobile e tutto quello che costituisce la nostra quotidianità. Molte sono le persone rimaste senza un lavoro, poiché l’alluvione ha distrutto interi negozi, officine e uffici. Approfittando del fatto che fino al 30 novembre i cittadini nativi sardi possono imbarcarsi sul traghetto gratuitamente (così come le associazioni umanitarie), Elisabetta ha fatto partire questa iniziativa solidale di cui si occuperà personalmente, poiché sarà proprio lei a guidare il furgone e a portare fino in Sardegna tutti i beni di prima necessità che riuscirà a raccogliere grazie all’aiuto e alla solidarietà di tutti i minturnesi che vorranno partecipare.

Per tutti coloro che volessero aiutare Elisabetta in questa ammirevole iniziativa, in modo da aiutare concretamente le persone colpite dall’alluvione, potete contattarla ai numeri 347.5547504 oppure 0771.658535 altrimenti potete scriverle all’indirizzo elisabettademurtas@gmail.com o in alternativa al dottor Giovanni Mallozzi, altro referente dell’iniziativa all’indirizzo giovannimallozzi@hotmail.com Infine, sul sito del comune di Olbia http://www.comune.olbia.ss.it/ potrete trovare l’elenco delle cose necessarie in continuo aggiornamento.

Per tutti coloro che pensano che l’alluvione in Sardegna è un fatto che non ci riguarda, è bene sapere che sarebbe potuto succedere anche qui, dato che anche la regione Lazio è stata segnalata da Legambiente e dall’ordine Geologi del Lazio come una zona ad alto rischio idrogeologico. Insomma, siamo tutti figli dello stesso cielo.
Gisella Calabrese

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