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Una cisterna carica di combustibile all’interno delle Sieci da 31 anni

Una cisterna carica di combustibile all’interno delle Sieci da 31 anni

L'ex Sieci

L’ex Sieci

Una cisterna contenente combustibile, che poteva esplodere in qualsiasi momento in caso di incendio. Era all’interno dell’ex fabbrica Sieci ed è stata rinvenuta durante i lavori di recupero e rifunzionalizzazione dello stabile nell’ambito degli interventi finanziati dall’Ismef. E’ quanto si evince dalla determina 229 del 4 novembre 2013 (disponibile alla fine dell’articolo), che certifica la regolare esecuzione dei lavori di bonifica dell’area e degli interventi propedeutici per proseguire il progetto di riqualificazione dell’ex fabbrica di laterizi. Una rivelazione davvero sconcertante, soprattutto alla luce del fatto che in passato la zona è stata oggetto di un incendio.

Ad accorgersi della presenza della cisterna è stata la ditta Accetta Eduardo Costruzioni e Restauri Srl di Gaeta mentre stava effettuando i lavori di messa in sicurezza della struttura. Infatti, in una nota datata 9 ottobre 2012 (prot. 43095) il direttore dei lavori informava il responsabile del procedimento del ritrovamento di “una cisterna sul lato nord del corpo centrale dell’area ex Sieci contenente combustibile, che probabilmente serviva il forno dell’ex fabbrica”. Di qui il blocco degli interventi appena iniziati.

Per effettuare la bonifica si è proceduto con un affidamento diretto dei lavori alla stessa ditta Accetta per un importo di 103.366,58 euro, inclusi oneri di sicurezza. Sono quindi stati smaltiti i liquami contenuti nella vasca, che in seguito è stata demolita e il materiale di risulta è stato trasportato a impianti autorizzati. Finalmente si potrà procedere con i lavori di recupero dell’immobile, che prevedono un centro polivalente.

Lo stabilimento, sorto sul litorale nel 1880, è stato chiuso nel 1982. Al suo interno ospita ancora oggi il tipico “forno Hoffmann”. La fabbrica era dedita alla produzione di mattoni e di “tegole marsigliesi”, esportati anche in Sudamerica, attraverso la via del mare. Il dato che colpisce è che in 31 anni non è mai stata rinvenuta la cisterna contenente il carburante. Possibile che dal 1982 ad oggi non siano stati effettuati dei sopralluoghi, in particolare subito dopo la chiusura quando lo stabilimento è stato dismesso? Tra l’altro, in passato quell’area è stata oggetto di incendio, che poteva scatenare l’irreparabile. Il caso ha voluto che non sia mai accaduto nulla.
Giuseppe Mallozzi

DOWNLOAD: Determina 229-2013

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