Femminicidio: una serie di eventi per rompere il muro invisibile dell’indifferenza

Femminicidio: una serie di eventi per rompere il muro invisibile dell’indifferenza

Violenza sulle donne

Violenza sulle donne

Il 25 novembre si è celebrata la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’’ONU in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Dominicane Mirabal, che osarono contrastare il regime del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Purtroppo il fenomeno del femminicidio, drammaticamente attuale tra le mura domestiche e nei luoghi di lavoro, è figlio di una orribile cultura discriminatoria.

A tale riguardo don Simone Di Vito, Parroco in S. Albina nonché Direttore dell’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro, Giustizia e pace, Salvaguardia del Creato, ha dichiarato tra l’altro: “Per scardinare il concetto di possesso e di forza, come principio fondante della società, è fondamentale il ruolo educativo della scuola e delle famiglie. Bisogna dunque abituare gli studenti sin dall’infanzia a considerare il prossimo in quanto persona, valorizzando le diversità tra uomo e donna. Anche nell’orizzonte sociale della Chiesa i ruoli vanno distribuiti in maniera equa pur salvaguardando i principi fondamentali. Vanno riconosciuti alle donne l’esercizio della possibilità di governo e ruoli chiave. D’altronde già nel Vangelo – scritto duemila anni fa in una realtà dove la donna non beneficiava di alcun diritto nemmeno elementare, ed era considerata oggetto di proprietà – leggiamo degli atti di estrema modernità da parte di Gesù il quale, contravvenendo alle leggi giudaiche, si fermava a parlare pubblicamente con le donne, creando non poco scandalo”.

Numerosi gli incontri tenuti in tutta l’Arcidiocesi di Gaeta: a Fondi si è tenuto il dibattito “I fiori si coltivano, non si calpestano. Donna: un universo da rispettare”; a Castelforte, presso l’istituto “A. Fusco”, si è tenuto il dibattito organizzato dal Comune “Violenza sulle Donne”; a Gaeta il “Cantiere Democratico” in collaborazione con il Comune ha indetto il convegno Esami e interventi della legge sul femminicidio, modalità organizzative e di prevenzione sulla violenza di genere, propedeutico alla creazione di un laboratorio tra gli Istituti scolastici della provincia.

La città di Formia ha proposto un cartello di iniziative e convegni. Clide Rak, Assessore allo Sviluppo Economico, Politiche del Lavoro e Progetto iFormi@, ha dichiarato: “Il nostro intento è stato di favorire un percorso di eventi che congiungono il 20 novembre, giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a quella del 25. Accanto a ciò abbiamo attuato azioni concrete come l’adesione alla campagna dell’UDI, con una delibera contro i messaggi pubblicitari sessisti o violenti e promuovendo un protocollo d’intesa per contrastare il fenomeno della violenza su donne e minori, che sarà firmato da moltissimi enti ed associazioni tra cui anche la Caritas Diocesana”.

Nel contesto del vasto cartello di eventi svolti ricordiamo: i convegni e dibattiti a cura della FIDAPA di Minturno Formia e Gaeta, dell’istituto Mattej, di Emergency Formia con Amnesty International e della CGIL con SPI Formia; la mostra presso la torre di Mola a cura di International Inner Wheel Clud; la presentazione del libro “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femmincidio”, a cura della Libreria di Margherita; e ancora: il concerto della cantante Valentina Ferraiuolo, che ha proposto brani tratti da “Volto di donna”. È stato infine scoperto il nuovo “monumento urbano” della street artist argentina Hyuro, nota nel mondo per le sue straordinarie creazioni pittoriche volte a “Rompere la prigione invisibile dell’indifferenza”.
Alfonso Artone

Articolo pubblicato sul quotidiano “l’Avvenire” l’ 01/12/2013

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