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Ego Eco, decreto ingiuntivo al Comune di Minturno. L’azienda chiede il pagamento di 175mila euro

Ego Eco, decreto ingiuntivo al Comune di Minturno. L’azienda chiede il pagamento di 175mila euro

Ego Eco

Ego Eco

Il capitolo Ego Eco non è ancora chiuso per il Comune di Minturno. Già, perché oltre alla richiesta di risarcimento danni di sette milioni di euro in discussione in tribunale a causa dello scioglimento del contratto d’appalto, è giunto nei giorni scorsi un decreto ingiuntivo di circa 175mila euro per fatture non liquidate. Un conto molto salato che il Comune ha difficoltà a gestire a causa delle ristrettezze economiche e dovrebbe quindi prevedere un ulteriore debito fuori bilancio. La ditta di Cassino ha infatti affidato l’incarico all’avvocato Massimo Signore per recuperare la somma ancora non percepita. Secondo quanto si apprende l’Ente si opporrà al decreto prima che diventi esecutivo.

Per quanto riguarda la richiesta risarcitoria plurimilionaria, tuttora in discussione al Tribunale di Cassino, la Ego Eco pretende la restituzione di circa 473mila euro, frutto delle sanzioni irrogate dal Comune per i disservizi contestati; a questi l’azienda aggiunge gli oltre due milioni di euro per il servizio aggiuntivo reso, costituito dallo svuotamento di 251 cassonetti presenti sul territorio comunale, facenti parte del precedente appalto. Altri 270mila euro circa, invece, dovrebbero essere saldati dal Comune per la rivalutazione monetaria e per il risarcimento danno per mancato utile per il non riscosso pagamento del canone di appalto sino alla sua naturale scadenza e per gli utili non percepiti sui ricavi dell’appalto. A tutto ciò vanno aggiunte le spese per l’acquisto di materiali, attrezzature ed automezzi, ammontanti a oltre tre milioni e duecentomila euro. E ancora danni all’immagine aziendale quantificabili in un milione di euro.

Infine, a giorni i condannati al Processo Ego Eco presenteranno ricorso in appello avverso la decisione del giudice Carla Menichetti del 17 luglio scorso. Ad eccezione degli impiegati comunali Michele Camerota e Giuseppe Papa, che sono stati assolti per non aver commesso il fatto, per gli altri imputati è arrivata la condanna per truffa ai danni dello Stato e frode in appalti pubblici, a vario titolo, che prevede nello specifico:

Romolo Del Balzo, condannato a 5 anni con interdizione perpetua dai Pubblici Uffici e pagamento di una multa di 2600 euro; Vittorio Ciummo, condannato a 5 anni con interdizione perpetua dai Pubblici Uffici e multa da 3000 euro; Pino Sardelli, condannato a 3 anni con 2 anni di interdizione dai Pubblici Uffici e 1500 euro di multa; Carmine Violo 3 anni e 1500 euro di multa; Anacleto Fini 2 anni e mezzo e 1500 euro; Augusta Ciummo 2 anni e mezzo e 2000 euro; Anna Antonia Romano 2 anni e 1500 euro; Gerardo Ruggeri 2 anni e 6 mesi e 2500 euro; Liberato De Simone 3 anni e 6 mesi e 2000 euro. Tutti gli imputati, ad eccezione degli assolti Camerota e Papa, hanno inoltre ricevuto la condanna all’interdizione a contrattare con la pubblica amministrazione.
Giuseppe Mallozzi

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