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Lottizzazione di Monte Ducale, gli otto immobili confiscati diventano di proprietà del Comune di Minturno

Lottizzazione di Monte Ducale, gli otto immobili confiscati diventano di proprietà del Comune di Minturno

La lottizzazione di Monte Ducale

La lottizzazione di Monte Ducale

Tutti gli immobili riguardanti l’inchiesta sulla lottizzazione abusiva Monte Ducale a Minturno diventeranno di proprietà del Comune. La clamorosa notizia, ieri, ha destato non poco scalpore, in considerazione del valore dell’area, la cui confisca è stata definita dopo le sentenze di Corte d’Appello e Cassazione. La decisione dell’assegnazione al Comune è stata notificata l’altro ieri negli uffici di piazza Porta Nuova, in considerazione della definizione dell’inchiesta, partita nell’ottobre del 2005, quando la Procura di Latina dispose il sequestro dell’area, sulla quale erano già stati avviati i lavori per la realizzazione di otto manufatti, poi ritenuti abusivi. La querelle iniziò nel 2001 quando il Comune di Minturno rilasciò quattro concessioni edilizie ad una società locale per la realizzazione su un terreno di circa 25 ettari di alcuni ricoveri agricoli. Ma secondo l’autorità giudiziaria, poi, si sarebbe provveduto alla lottizzazione, con la suddivisione del terreno interessato.

Sotto accusa finirono quattordici persone, tra cui alcuni tecnici comunali, responsabili dei lavori e proprietari delle costruzioni, i cui scheletri sono ancora ben visibili nell’area dalla quale si può ammirare il golfo di Gaeta. L’inchiesta fu avviata dal sostituto procuratore della Repubblica, Gregorio Capasso, che dispose il sequestro preventivo dell’area ipotizzando, a vario titolo, i reati di lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio.

Il collegio giudicante del tribunale di Latina, nel 2008, condannò in primo grado tredici persone, mentre una venne assolta. Fu disposta anche la confisca dei beni. Nel 2011, in appello, i reati vennero prescritti per tutti gli imputati, venne confiscato il terreno e revocata l’ordinanza di demolizione del Comune di Minturno. Alcuni di coloro che erano coinvolti nella vicenda e in particolare i proprietari delle strutture in parte edificate hanno presentato ricorso in Cassazione, per cercare di riottenere il loro piccolo appezzamento di terreno, ma i giudici della terza sezione penale della Cassazione non hanno revocato la confisca, nonostante i legali difensori abbiano tentato di convincere il giudice sulla buona fede dei terzi acquirenti.

Per l’accusa avrebbero dovuto sapere che quelle costruzioni erano realizzate su un terreno lottizzato. Ed ora tutti i beni confiscati diventeranno di proprietà del Comune, chiamato a registrare il tutto negli uffici preposti. Un’autentica beffa per i proprietari, che non solo non avranno più la casa desiderata, ma che hanno investito dei soldi, perdendo delle somme consistenti.

Fonte: Latina Oggi

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