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Trenitalia, il nuovo orario crea disservizi ai pendolari del Sud Pontino

Trenitalia, il nuovo orario crea disservizi ai pendolari del Sud Pontino

Treni

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Quest’anno la giunta Zingaretti ha previsto 26 nuovi treni per i Pendolari Laziali. Ma nessuno di questi, pare, fermerà a Minturno-Scauri.

“Alla Regione Lazio non si sono accorti che la Regione arriva fino a Minturno, e non a Formia, o addirittura a Latina. Eppure le tasse, le paghiamo anche noi”, dichiara Alessandro R., 55 anni di cui 26 passati in treno, tra università prima e lavoro da impiegato poi.  E’ un tormentone questo che va avanti ormai da anni, ogni dicembre, al cambio orario di Trenitalia. E’ residente a Spigno Saturnia, ma si reca a Minturno-Scauri per prendere il treno poiché “lì il parcheggio è molto capiente, mentre a Formia i posti auto sono pochissimi e già alle 7 sono esauriti. Per non parlare del traffico a ritorno e del costo del parcheggio”. La Stazione di Minturno – Scauri, è una delle stazioni con maggiore utenza di tutto il Lazio, poiché raccoglie un bacino di circa 13 Comuni e quasi 100.000 persone, e dispone di un ampio ed economico parcheggio, al punto da raccogliere numerosissimi pendolari anche formiani e campani. Eppure in Regione raramente questa stazione è stata presa nella dovuta considerazione. Eccezion fatta qualche anno fa quando venne concessa la fermata dei regionali veloci: ma fu necessaria una petizione con centinaia di firme, e un patto tra i Sindaci Aurunci  per sbloccare la situazione, e rompere il muro di gomma.

“La colpa è dei nostri Comuni, quelli da Formia compresa in giù, senza distinzione di appartenenza politica. Perché i nostri Sindaci non erano a Roma a protestare insieme agli altri, qualche giorno fa, per pretendere maggiori diritti per i pendolari? Ho letto che in Toscana il Presidente Enrico Rossi ha viaggiato in treno per valutare  con i propri occhi le condizioni dei pendolari. Ci piacerebbe che anche Zingaretti facesse lo stesso, e non pensasse solo a Roma Capitale”, dichiara una furibonda Emiliana P. 39 anni insegnante di Penitro (Formia), precaria.

“Siamo costretti ogni volta a battere i pugni per dimostrare che esistiamo, che siamo tantissimi, e qui a Minturno che siamo il capolinea naturale dei treni regionali. La Regione, non finisce a Formia”, le fa eco Maria T., insegnante anche lei ma di Castelforte, 46 anni, più di 20 da pendolare. Poi prosegue “Scendo a Priverno, e il nuovo cambio orario mi farà arrivare a casa da mio figlio  piccolo 2 ore dopo. Se almeno questo cambio fosse stato fatto in estate, avrei potuto organizzarmi con le classi. Invece ci ritroviamo ogni dicembre a dover fare i salti mortali per riorganizzare tutto daccapo.”

Un cambio orario che desta oggettivamente molte perplessità: per criteri, e tempistica e che tra l’altro non ha probabilmente determinato neppure un beneficio economico alla Regione, in quanto non ci sono stati tagli ma solo spostamenti di orario, a vantaggio di pochi e a discapito di molti. E soprattutto, con nuovi treni aggiunti a stazioni già ampiamente servite e alle quali sarebbe bastato  far arrivare treni con più vagoni, per evitare il sovraffollamento in orario di punta.

Da Roma verso Minturno-Scauri, la perplessità maggiore la desta il vero e proprio “buco” nell’orario più affollato, cioè dalle 16:30 alle 18:00 circa. Prima quest’orario era coperto da un regionale veloce, alle 17:15: non è stato soppresso, ma spostato alle 19:31, senza essere stato sostituito da alcun treno. Cambia invece la situazione a Formia, verso cui questa fascia oraria è  invece coperta da ben 2 nuovi treni regionali con corsa però limitata a Formia e 1 Intercity. Per non parlare della già servitissima stazione di Latina, talmente affollata da creare problemi e rallentamenti al traffico dei treni. Situazione che si ribalta invece a Fondi, dove lo spostamento del regionale veloce delle 17:15 (che non ferma a Fondi) ha procurato il “beneficio” dei due treni sostitutivi con corsa limitata a Formia.

“Non possono non essersi accorti del buco nell’orario verso Minturno: o sono incompetenti o c’è malafede”, afferma con rabbia Emiliano F. , classe ’66, commercialista di Scauri.

Ma anche a Formia non sono contenti del cambio orario: “lo spostamento di mezz’ora avanti dell’intercity ex 6:52 e indietro di 13 minuti di quello a ritorno delle 17:39 mi renderà impossibile prenderlo, e tornerò a casa un’ora dopo. Ma, chi ha fatto l’orario, pensa forse che lavoriamo solo 6 ore al giorno? Per non parlare del’Intercity da Torino delle 18:35, anticipato di 10 minuti. Già tardava ogni sera almeno di mezz’ora, ora voglio proprio vedere come rispetterà l’orario.  Senza contare che oramai tutti gli intercity arrivano e partono da Salerno, quindi i ritardi saranno ancora maggiori, e i vagoni ancora più affollati.”

Ma in questo orario pasticciato, sono i pendolari di Minturno – Scauri quelli che subiranno le maggiori conseguenze. Il locale comitato Pendolari – che racchiude i Pendolari di Formia e Minturno, a testimoniare che è possibile trovare una soluzione compatibile per entrambe le stazioni – ha sollecitato con fermezza Trenialia per una risoluzione della questione, ma per ora senza esito.

Il gruppo facebook. “Pendolari Sud Pontino” dal canto suo, ha sollecitato politicamente l’amministrazione provinciale e soprattutto quella regionale per una tempestiva e definitiva soluzione di questo annoso problema che affligge l’affollatissima stazione di Minturno-Scauri: perchè i fondi regionali destinati al trasporto pendolare, non possono escludere una così ampia fetta di cittadini.
Alfonso Artone

Il presente articolo è stato redatto tramite le testimonianze raccolte nel gruppo Facebook Pendolari Sud Pontino e Pendolari Stazione Minturno Scauri.

I nomi sono di fantasia, ma le testimonianze reali.

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