Ditta edile di Minturno sotto inchiesta della Dda di Catanzaro

Ditta edile di Minturno sotto inchiesta della Dda di Catanzaro

Il sequestro (foto Soveratiamo.com)

Il sequestro (foto Soveratiamo.com)

Abuso d’ufficio e svolgimento di un subappalto non autorizzato. Un’impresa di costruzione di Minturno, la Icem Srl, è finita dritta dritta nel mirino di una delicata inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro convinta che la società aurunca operasse sotto il diretto controllo di una cosca della ndrangheta crotonese. Il pomo della discordia è rappresentato dai lavori di messa in sicurezza e ammodernamento, per un importo che sfiora il milione di euro, esattamente 960mila mila euro, di una parte dei porto commerciale di Isola Capo Rizzuto, in località Le Castella. Ad aggiudicarsi i lavori, in effetti, era stata la Icem di Minturno, il cui titolare, originario della provincia di Caserta, insieme a due architetti e ad ingegnere nominati dal comune calabrese, sono indagati ora a piede libero.

Il sequestro (foto Soveratiamo.com)

Il sequestro (foto Soveratiamo.com)

Il tutto nasce da alcuni accertamenti effettuati dal nucleo investigativo del reparto operativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Crotone che hanno sequestrato il cantiere dopo aver segnalato alla Prefettura di Crotone diverse anomalie nell’esecuzione dell’appalto che, sebbene fosse stato vinto dalla Icem con regolare gara indetta dal Comune di Isola di Capo Rizzuto e gestito dalla Stazione unica appaltante, in realtà, per l’accusa, era stato eseguito da ditte del crotonese ritenute vicine alla ndrangheta. La Prefettura di Latina, ricevuta la nota dei carabinieri di Crotone, aveva emesso il 21 novembre scorso una interdittiva antimafia nei confronti della Icem di Minturno provocando la rescissione del contratto. Invece i lavori di ammodernamento del porto di Isola Capo Rizzuto sono proseguiti regolarmente per far incassare il corrispettivo dell’appalto promosso dal comune crotonese. Le ipotesi di reato contestate nei confronti dei tre professionisti nominati dall’amministrazione comunale crotonese sono l’abuso d’ufficio e il falso in quanto avrebbero omesso i dovuti controlli e attestato falsamente l’ultimazione dei lavori, per agevolare l’impresa edile di Minturno. Un’attestazione datata 11 novembre, dieci giorni prima della rescissione del contratto.
Saverio Forte

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni Minturnet con una DONAZIONE --> CLICCA QUI!



Segui Minturnet su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato


Iscriviti alla Newsletter gratuita. Clicca qui!

Usa Facebook per lasciare un commento a questo articolo

Share