Presepi in mostra nelle parrocchie di San Nicandro e del Sacro Cuore

Presepi in mostra nelle parrocchie di San Nicandro e del Sacro Cuore

Particolare del Presepe della Chiesa di San Nicandro

Particolare del Presepe della Chiesa di San Nicandro

Durante le festività natalizie le parrocchie restano l’unica “oasi” in cui è possibile assaporare l’autenticità del Natale che non è certo quella rappresentata da vetrine e festoni ma quella dall’attesa del Piccolo Gesù che nasce anche quest’anno per raccogliere le speranze di tutti, soprattutto di chi ha perso ogni fiducia nel futuro. Nelle parrocchie del nostro comprensorio non viene meno la tradizione di riprodurre i luoghi che hanno visto la Nascità di Gesù. Parliamo del presepe, che rappresenta un caposaldo della tradizione cristiana del Bel Paese. Giovanni Paolo II lo definì come “Il Vangelo messo in arte”, uno strumento capace di richiamare alla concretezza attraverso l’immagine di un Dio che si spoglia della sua Regalità e si rivela all’umanità intera nell’immagine di un Bambino che viene ancora oggi a scaldare ed illuminare i cuori di ogni uomo. Non importa che sia tecnicamente perfetto, l’importante è che sia fatto con il cuore ed è subito “presepe”.

La parrocchia di San Nicandro di Tremensuoli quest’anno con l’incoraggiamento del nuovo parroco, il dinamico Don Massimo Capodiferro, ha allestito due presepi in ciascuna delle due chiese parrocchiali. Il presepe nella Chiesa Madre di San Nicandro martire, richiama la tradizione partenopea di San Gregorio Armeno. E’ un paesaggio notturno che vede l’alternarsi di vallate e montagne attraversate da percorsi agresti e corsi d’acqua e interrotte da raggruppamenti di case, caverne ecc. Il tutto è curato con una finezza tale da conquistare l’attenzione dell’osservatore.

Nella scena principale, quella della Grotta della Natività, non mancano i classici pastori e zampognari che accorrono verso la Grotta; tra questi spiccano due soldati romani che si son voluti includere nella scena principale per richiamare il legame della comunità di Tremensuoli con i suoi due Patroni: i Santi martiri Nicandro e Sebastiano (soldati dell’esercito romano martirizzati sotto Diocleziano) che gli antichi “paesani” scelsero come Protettori e vie preferenziali per arrivare a Gesù Cristo! Dalla scena principale, si diramano altri scorci caratteristici che vogliono simboleggiare dei “luoghi spirituali” oltre che materiali.

In una parte è riprodotto “un mercato” in cui spiccano i “pastori in movimento” (mossi da un motorino elettrico) come il fruttivendolo, il ramaio, il boscaiolo, la panettiera, la “castagnara”, il vinaio, il pescatore, accompagnati dai particolari, finemente riprodotti in scala minima, corrispondenti al mestiere rappresentato; dietro la Grotta della Natività, in netto contrasto con l’indifferenza, la distrazione e la confusione che possono predominare in un luogo come il mercato in cui abitualmente le numerose voci che si affollano possono allontanare l’attenzione da ciò che è davvero importante (GESU’ CRISTO), è stato allestito un deserto in cui la sabbia e le rocce sono evocative di quel luogo “spirituale” (o stato dell’anima) in cui l’uomo, in assenza di distrazioni, è maggiormente disposto ad ascoltare la voce del Signore che sempre parla al cuore dell’uomo: “Perciò, ecco la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Osea 2,14).

A far da cornice alla Grotta della Natività e a delimitare i due luoghi appena esposti, è stato inserito un fiume con acqua realmente corrente, che percorre buona parte del presepe, segno di Cristo, che si rivela come “La Fonte d’Acqua Viva” capace di ristorare la vera sete di pace e amore dell’umanità. “…chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4, 13-14).

Particolare del Presepe della Chiesa del Sacro Cuore

Particolare del Presepe della Chiesa del Sacro Cuore

Nella Chiesa del Sacro Cuore si è rappresentata in più grandi dimensioni la solenne scena della Natività! La scena è quella classica della capanna di Betlemme, in tutta la sua “struggente” e “solenne” essenzialità. Viene naturale il paragone con il cuore dell’uomo che a volte può essere freddo, buio ed inospitale ma se sappiamo accogliere Gesù può diventare un luogo caldo, luminoso e accogliente per e un rifugio sicuro per quanti abbiamo accanto. Giuseppe e Maria sono i maestri e i modelli di questo “salto di qualità” nell’accoglienza e nella sequela del Signore!

Un ringraziamento particolare va a tutte le numerose persone che ne hanno voluto e sostenuto la realizzazione. Primo fra tutti il dinamico parroco Don Massimo Capodiferro che in appena pochi mesi di ministero pastorale (con l’aiuto di Don Rinnovato) sta dando nuovo lustro alla Parrocchia della più antica frazione di Minturno, riportando in auge alcune delle tradizioni religiose più antiche del “Paesello” che ritornano ad essere espressione di fede e di aggregazione sociale.

Chi volesse visitare il presepe e poter scorgere altri particolari, la chiesa di San Nicandro è aperta fino all’Epifania ogni martedì, venerdì e domenica dalle 15.30 alle 17.30 con l’aggiunta del 1 gennaio l’apertura per la Santa Messa della mattina alle ore 11.30 e per quella vespertina delle 16.30 e del 6 gennaio (sempre per le celebrazioni delle 11.30 e 16.30).
Accorrete numerosi!

 

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