Il Liceo Alberti ricorda Carlo Urbani, medico senza frontiere

Il Liceo Alberti ricorda Carlo Urbani, medico senza frontiere

Carlo-Urbani-2Il 29 marzo 2003, all’ospedale di Bangkok, a soli 47 anni moriva contagiato dalla SARS Carlo Urbani, il medico italiano che per primo aveva individuato sul campo il virus letale. Ad un anno di distanza, la report Lucia Bellaspiga raccoglieva in un libro la testimonianza dell’uomo, del medico, del credente Carlo Urbani, annotando l’impegno e il sorriso, i successi e le prove, i sogni e le delusioni. Sono trascorsi oggi dieci anni dalla sua scomparsa: questa pubblicazione, aggiornata ultimamente,  resta una testimonianza preziosa che ci consegna, indelebile, la figura dell’uomo e del dono fatto a tutti noi da Urbani: un medico che ha saputo andare al di là di tutte le frontiere per donare interamente se stesso. Un esempio apprezzato e riconosciuto già nel corso della sua vita  con la consegna del Premio Nobel per la pace assegnato all’associazione internazionale Medici senza Frontiere e che venne ritirato ad Oslo da Carlo Urbani.

E’ questa sua testimonianza luminosa, di grande fascino e profonda spiritualità, che ci viene consegnata Sabato 1 febbraio alle ore 16,30 presso la Sala Convegni del Liceo Scientifico di Minturno, nell’incontro promosso, in occasione della 36^ Giornata per la Vita, da don Vittorio Valerio e dalla Comunità Emmanuel – Fraternità dell’Incarnazione, in comunione di spirito con la Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali e con la Comunità parrocchiale di San Biagio di Marina di Minturno, con il patrocinio del Comune di Minturno

A narrare della vicenda e della persona di Carlo Urbani saranno direttamente coloro che lo hanno conosciuto nell’intimo: il giovane figlio Tommaso insieme alla mamma Giuliana e agli altri fratelli.

Carlo-Urbani-3Alla giornalista e reporter Lucia Bellaspiga inviato del quotidiano “Avvenire”, sarà affidato il compito di cogliere l’importanza e le variegate sfumature della sua persona. Saranno presenti anche la dott.sa Stella Egidi, medico dell’associazione Medici senza Frontiere e Germano Santoni, amico di Carlo. Il convegno è organizzato con il supporto dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina.

“Il valore della vita non sta nella lunghezza dei giorni, ma nell’uso che ne facciamo. Uno può aver vissuto a lungo, e tuttavia pochissimo”. Le parole, lapidarie, di Montaigne, delineano come un fascio di luce potente la vita e il dono immenso ricevuto da Carlo Urbani, che generosamente vogliamo anche noi far fruttare e ridistribuire tra tanti, cogliendo la sua disponibilità ad accogliere da subito, fino in fondo, la sfida e la fatica di riempire ogni minuto della propria storia con sessanta secondi di azioni compiute. Questa opzione travolgente ha fatto di lui un uomo. Della sua morte, un’esperienza decisamente portatrice di bene.

Carlo-Urbani-1CARLO URBANI
Carlo Urbani nasce il 19 ottobre del 1956 a Castelplanio (AN). Negli anni di scuola si impegna nel volontariato.  Nel 1981 si laurea in medicina specializzandosi in malattie infettive e l’8 ottobre sposa Giuliana Chiorrini. Dopo tre anni di esperienza di medico di base, in cui già organizza viaggi in Africa. Aiuto primario a Macerata, nel 1993 diventa consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e nel 1996 avvia la collaborazione con Medici senza Frontiere. Nel 1999, presidente di MsF Italia ritira con altri colleghi il premio Nobel per la Pace. Dal 2000 accetta la nomina di esperto dell’Oms per il Pacifico occidentale. In questo ruolo si trasferisce a Hanoi e a febbraio del 2003 visita un paziente che nessuno sa curare e che ha già contagiato il personale sanitario. Comprende che si tratta di un nuovo virus molto contagioso. Il 29 marzo 2003, muore di Sars, da lui studiata e isolata, unica vittima italiana.

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